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lunedì 7 marzo 2011

"E perchè: i froci de 'na vorta, invece, eh?

Dimmelo un po'...

Dove so annati a fini'?"

mercoledì 24 febbraio 2010

Amen(ità)


Dal sito de La Repubblica, che rimanda ad un articolo della Gazzetta di Mantova:

Goito, l'asilo comunale accetta solo bambini cristiani

Il regolamento, proposto dal centrodestra, è stato approvato a maggioranza tra le proteste di tutta l'opposizione. In pratica per iscriversi occorre accerìttare una sorta di preambolo religioso. Il sindaco Anita Marchetti: "Nessuna violazione, il regolamento è un valore aggiunto"


(l'immagine è tratta dal film Essere e avere, non dal sito di Repubblica.
lo dico senza alcun intento ironico o satirico. è solo per il gusto della citazione)

lunedì 23 febbraio 2009

La Dolce Attesa


Interessantissimi gli articoli di Internazionale della settimana scorsa sul conflitto istituzionale ed il confronto tra laici e cattolici riguardo l'ormai concluso caso Englaro.
Accattivante soprattutto il pezzo del tedesco Michael Braun, che suggerisce come Berlusconi e Ratzinger, pur essendo diversissimi, abbiano in comune la convinzione di essere al di sopra della legge.
Tuttavia, ciò che mi ha fatto maggiormente ribollire il sangue è stato scoprire che (almeno stando alla giornalista tedesca Birgit Schonau) il premier italiano, fra le varie risibili corbellerie pornografiche snocciolate assieme a vari colleghi durante lo svolgimento della vicenda, avrebbe anche commentato -parafrasando- che "forse la famiglia Englaro è stanca di occuparsi della figlia", e che "Eluana era così viva che avrebbe potuto portare a termine una gravidanza".

Premetto che io mi sono volutamente disinteressato del circo mediatico che c'è stato attorno a questa pietosa vicenda. E che, di conseguenza, ho registrato poche esternazioni sul caso, sia da una parte che dall'altra.
Ma se qualcosa di anche solo vagamente simile è stato davvero detto, da Berlusconi come da chicchessia, allora -come disse Vittorio Sermonti da Fazio, sebbene in un contesto più leggero- TRASECOLO.
Letteralmente.

giovedì 19 febbraio 2009

L'arte della critica (o la critica dell'arte?): due approcci



Mi pareva giusto cavalcare una suggestione personale decisamente estemporanea, e mostrare due video che esemplificano lo stile locutorio di due differenti critici d'arte nostrani di fronte alle telecamere (in entrambi i casi, della tv di stato).

Philippe Daverio:



Vittorio Sgarbi:



Lo so che forse nessuno guarderà per intero i due filmati, ma io ci terrei in particolar modo che vedeste interamente almeno il secondo.
Io non ne sapevo nulla, ma quando ho scoperto quello spezzone (solo ieri) sono rimasto allibito, e ho dovuto guardarlo altre due volte per capacitarmi.

Ora, passiamo alle perplessità.
Per fare i critici d'arte bisogna avere quantomeno una formazione umanistica, permeata di valori classici e di una certa cultura, immagino. Persino un profilo caratteriale probabilmente riconoscibile, mi verrebbe da azzardare.
E ovviamente sarebbe comprensibile se ci fosse solo una palese asimmetria formativa tra due individui.
Però mi chiedo: sono solo io a pensare che, in questo caso, siamo di fronte a due (ehm...) "grandezze non scalari"?

venerdì 12 dicembre 2008

L'uomo centoventenario


Ultimamente sono rimasto particolarmente allibito dalla lettura di un ottimo articolo di Alexander Stille, pubblicato sul penultimo numero di Internazionale.
In esso, l'autore si concentra sul ruolo della sessualità nella figura politica e mediatica di Berlusconi.
Interessantissima la carrellata di aneddoti e riflessioni riportata: oltre ad episodi di esternazioni più e meno spudorate da parte del Cavaliere verso dolci pulzelle o di favori da lui chiesti e/o ricevuti, c'è anche una giustissima denuncia del sessismo dilagante sul ruolo delle donne in politica, strumentalizzate come mero ornamento e selezionate in base a meriti soubrettistici e di "compiacenza" piuttosto che per meriti di reale competenza. E con questa critica si sbugiarda e ridicolizza il tanto osannato impegno dell'attuale governo per l'occupazione femminile, in politica e non (della serie: se è questa l'idea che hanno delle donne al "lavoro"...).

Tuttavia, come al solito, l'attenzione mi è stata catalizzata soprattutto da un contributo minore. Si tratta di un pezzo di intervista a tale Umberto Scapagnini, medico personale di Berlusconi. La sua opinione "strettamente medica" del suo paziente è del tutto sbalorditiva:
"Berlusconi è il più straordinario soggetto psicofisico che abbia mai esaminato. E non lo dico per piaggeria. Sono uno scienziato di fama internazionale, non ho bisogno di adulare nessuno”.
E continuando a leggere, scopro che questo dottore avrebbe studiato le abitudini alimentari degli abitanti di Okinawa per scoprire i segreti della loro longevità, contribuendo a sviluppare un metodo per calcolare quella che LUI chiama la vera età biologica di una persona (che pare possa essere molto diversa da quella reale).
Così, ecco che baldanzosamente arriva a dichiarare:
“Berlusconi è 15 anni più giovane della sua età anagraica. Il suo sistema immunitario e la sua capacità di resistenza sono fuori dal comune. Ha una personalità magnetica e una straordinaria capacità di comunicazione. Tra tutti i pazienti che ho esaminato è forse quello che ha la possibilità di vivere più a lungo. Se lo vede in costume da bagno, ha il tono e la muscolatura di un uomo molto, molto più giovane”.
Ma qui viene la parte interessante dell'articolo:
"Scapagnini spera di tenere in vita il presidente del consiglio fino a 120 anni, un’età che ritiene perfettamente raggiungibile da un essere umano".

E a questo punto, non ho neanche la forza di concludere il post con una battuta di spirito. Perchè credo che già stiate ridendo...

sabato 13 settembre 2008

MinculpoW


Non posso certo dire che Oliver Stone sia uno dei miei registi preferiti. La retorica americana -o antiamericana- dei suoi film è sempre un pò troppo sopra le righe, e qualche scivolone eclatante di questi ultimi anni non ha certo contribuito a rivalutarmelo.
Tuttavia, le sue biografie politiche mi sono piaciute. I film su Nixon e JFK e l'intervista a Castro (devo ancora recuperare il documentario su Arafat) sono stati una visione interessante, sia dal punto di vista stilistico che informativo.
Per questo motivo, la notizia che il suo nuovo lavoro biografico, W, non sarà presente al Festival di Roma -come inizialmente previsto- perchè il nostro premier non vuole, beh... Rimando direttamente all'articolo del link per le riflessioni sulla questione. Riflessioni che condivido in pieno, come il titolo di questo post esplicita.
A questo punto mi viene in mente la polemichetta di qualche anno fa quando, alla nascita del Festival del cinema di Roma, qualcuno storse il naso temendo che un'altra così altisonante manifestazione internazionale nel nostro paese -affiancata a quella già nota ed apprezzata di Venezia- potesse essere stata concepita, oltre che per i soliti motivi economici e di visibilità, soprattutto per "riequilibrare" un pò la vetrina cinematografica italiana (in parole povere: Venezia sinistra - Roma destra).
Non entro nel merito dell'opportunità teorica di quella logica. Mi limito solo ad affermare che essersi scandalizzati, all'epoca, all'idea che potesse essere proprio quella la motivazione principale, fu segno o di ingenuo buon senso o di scarsa cognizione del fanatismo propagandistico politico nostrano.

mercoledì 10 settembre 2008

I ragazzi di (viale) Libia


In riferimento all'incontro di Berlusconi e Gheddafi, molti hanno parlato di una lezione di storia (ad esempio, Internazionale di venerdì scorso). E hanno anche detto che Sarkozy non potrà ignorare questa lezione. E che il pentimento pubblico è un modo di non negare le proprie colpe e la storia in generale.
Tuttavia mi chiedo: se l'accordo prevede un versamento di "200 milioni di dollari all'anno nei prossimi 25 anni da destinare a progetti infrastrutturali in Libia", e se tale misura viene presa per fare ammenda del colonialismo italiano in quel paese, beh...
Non suona un pochino -almeno vagamente- diciamo, ehm...

...paradossale?

martedì 29 luglio 2008

Casa Saddam


Con grande stupore e curiosità, apprendo che la mitica HBO (che ha partorito alcune fra le serie tv più belle degli ultimi anni) e la britannica BBC hanno dato vita ad una miniserie in 4 puntate sul dittatore iracheno Saddam Hussein, che ne racconterà l'ascesa e la vita politica senza però arrivare alla cattura e al processo finali. Il titolo è HOUSE OF SADDAM.
La prima cosa che ho pensato è che Saddam, ancor prima di essere uno statista molto discutibile, è sempre stato una star: sanitari d'oro a parte, uno che è stato protagonista di un intero film di South Park è senza dubbio una celebrità.
Ora però vorrei sapere se i bravissimi Luca e Paolo rivendicheranno i propri diritti d'autore ai colossi americano e britannico, visto che praticamente gli hanno rubato il nome della loro miniserie, creata ben prima di questa (e forse fin troppo a ridosso dell'attacco alle Torri).
Vedere il video per credere!

mercoledì 2 luglio 2008

3NITALIA


Studiando un libro (di appena un anno fa) utile per la mia tesi, ieri ho appreso alcune cose molto interessanti sulle Ferrovie dello Stato.
A prescindere dalle varie anomalie gestionali evidenziate dall’analisi economica dell’azienda –alcune delle quali note, altre meno- ho finalmente capito meglio com’è strutturata e finanziata.
La società principale è FS s.p.a., i cui segmenti principali sono RFI s.p.a. (Rete ferroviaria italiana) e Trenitalia s.p.a. La FS spa è interamente posseduta dal Ministero dell’Economia e delle finanze, perciò –come dice l’autore stesso- “la privatizzazione rappresenta tuttora una prospettiva relativamente remota”.
Ora: i tre soggetti s.p.a. citati si configurano comunque come distinti, e ciascuno percepisce forme di finanziamento pubblico in modo differenziato.
Trenitalia, che si occupa della gestione del materiale rotabile e del servizio di trasporto, ricava i suoi introiti sia dai biglietti degli utenti –insufficienti- che dai contributi pubblici (di Stato e soprattutto regioni, ma non per il servizio nazionale).
Inoltre, nonostante un decreto legislativo recente (188/2003) a tutela della concorrenza che prevede la possibilità da parte di altri soggetti di stipulare contratti con RFI per l’utilizzo della rete –su licenza del Ministero-, la presenza di tali soggetti sul traffico complessivo è di meno dell’1% del totale.
Per non parlare dell’assurdità per cui il Ministero è insieme: proprietario di FS, soggetto che determina prezzi e contributi nonché controllore.
A questo punto la mia domanda è: delle inefficienze e della (non sempre, ma per lo più) scarsa qualità di Trenitalia/FS sono autorizzato ad incolpare lo Stato, oppure il fatto che da anni sia una “s.p.a.” renderebbe ancora tale esternazione ridicola ed imprecisa?

martedì 10 giugno 2008

McHulk

















Da un dossier su INTERNAZIONALE di qualche settimana fa ho approfondito la conoscenza di John McCain, il candidato repubblicano in corsa per la presidenza USA.
Il quadro che ne ho tratto è stato a dir poco scioccante: è un tipo un pò "ottuso", si arrabbia molto facilmente e sa essere particolarmente spiacevole e persino vendicativo verso chi non è d'accordo con lui (anche verso gli stessi repubblicani); all'accademia militare era uno dei più scarsi, si comportava da idiota sfaticato incosciente -passando tutto il tempo al bar- ed era anche un pessimo pilota (motivo per il quale è stato catturato nel Vietnam); in Vietnam è stato prigioniero per 5 anni, nei quali veniva quotidianamente picchiato e torturato; ma soprattutto, durante quella prigionia ha tentato il suicidio due volte (una delle quali in modo non troppo convinto, pare).
Per concludere, diversi contributi di persone intervistate sottolineano come le sue crociate personali siano molto impulsive ed eterogenee (parafrasando), tanto che non si riesce a definirlo conservatore tout court.
E in questa sede ho omesso le curiosità e gli aneddoti più "pittoreschi" -come la sua bravura nel raccontare le barzellette o la sua sprezzante ironia strafottente-.
Così su due piedi, la suggestione per un marvel fan è forte: McCain a capo degli USA nella realtà sarebbe un pò come Hulk presidente degli USA nell'Universo Marvel.
Colore della pelle a parte, ovvio.
Ma tanto una volta che diventi presidente, chi vuoi faccia più caso al colore della pelle.

sabato 31 maggio 2008

Psicanalisi dell'Orsa Maggiore


Non ha importanza il nome di chi sta parlando, nè il contesto (siamo comunque nella Shangai degli anni '30).
Basta solo specificare che si è nel mondo di SOUTEN NO KEN (in italiano, KEN IL GUERRIERO - LE ORIGINI DEL MITO), la nuova serie del creatore del primo -indimenticato- manga di KEN IL GUERRIERO.
E' un prequel, perciò i personaggi -e lo stesso Ken protagonista- non sono quelli noti a tutti da anni. Tuttavia l'universo di valori (la retorica della fratellanza, dell'onestà, del coraggio, del sacrificio e compagnia bella) nonchè il caleidoscopio di personaggi megalomani e grotteschi sono pressochè costanti e, se vogliamo, portati agli estremi. Basti dire che questo Ken, molto più ironico e spaccone del suo nipotino famoso, per tutta la serie aiuterà un'organizzazione criminale a sgominarne un'altra avversaria, ritenuta meno degna e senza i giusti valori.
La frase che cito viene dal numero 19 dell'edizione italiana, uscito nel Settembre del 2005 ma che io ho letto solo ieri.
La pronuncia un alleato di Ken, anch'egli discepolo della divina -e ultraramificata- Scuola di Hokuto nonchè mafioso di professione, pregando l'amico di risparmiare la vita di suo fratello:

"Mio padre aveva compreso il temperamento debole di mio fratello. Ed è per questo che gli ha fatto intraprendere la strada del militare. Anzi, quella del politico. IL MESTIERE DEL POLITICO E' QUELLO CHE PIU' SI CONFA' A UN CODARDO (maiuscolo mio)".

A questo punto, parlando ancora di classificazioni e di studio delle intenzioni, mi chiedo:
senza indagare troppo la vita privata di Buronson (l'autore del fumetto) o la trama precisa del manga;
partendo solo dallo stile narrativo -che molti conoscono senz'altro meglio di me, che non ho ancora letto nemmeno il KEN originale-;
e quand'anche già si conoscesse più o meno bene l'universo di riferimento;
da una frase del genere che idea dovrei farmi?
Sto leggendo un'opera conservatrice e ultranazionalista, o una parodia di essa?
So bene che in ogni prodotto ognuno rivede la chiave di lettura che più si confà a sè. Altrimenti persino il mio amato Star Trek o i fantastici fumetti di Batman e Daredevil, spesso reazionari e vigilantistici, non avrebbero il nutrito gruppo di fan che -meritatamente- hanno. Del resto questa frase che mi ha così colpito non è probabilmente la più adatta ad una valutazione di carattere politologico.
La questione è, inevitabilmente, più generale: perchè mi capita così spesso di farmi questo tipo di domande mentre guardo o leggo qualcosa anche di non particolarmente impegnativo?
Ho così ribrezzo per la politica attuale "pura" (con il suo linguaggio istituzionale) che la ricerco in media che mi interessano di più, in chiavi meno definite, nella tenue speranza di riabilitarla alla mia stessa coscienza civile?
Non lo so.
Fatto sta che questo nuovo KEN è davvero un mito. Mi fa sganasciare dalle risate, ed è disegnato splendidmente. Forse un pò troppo computer, ma vabbè...

sabato 10 maggio 2008

NON Maroni


NON mi sono ancora ripreso dall'idea che Maroni sia ministro degli Interni, e che magari questa volta ci resterà diversi anni. E leggendo questa notizia fresca fresca di sito (laRepubblica), NON so se i miei timori preconcetti su imminenti derive xenofobe e razziste saranno confermati oppure dissolti da iniziative effettivamente utili ed efficaci -magari portate avanti con toni un pò "sanguigni" ma NON concreti, per pensarla alla Berlusconi-.
NON nego che esista un problema di criminalità, e NON nego che ci sia bisogno di sicurezza e ordine, ma NON ho mai creduto che questi valori fossero esclusiva prerogativa della destra (soprattutto di quella estrema). E sicuramente NON è mai saggio (nè verosimile) demonizzare un'etnia per mascherare dei limiti gestionali o politici legati a fattori sociali endogeni.
NON ci resta che aspettare e guardare.
Bisogna essere positivi.
NON è così?