venerdì 8 gennaio 2010

Professione: Ritradizionatore


La crisi deprime gli animi ma aguzza l’ingegno, si sa. Ed è forse con questo spirito goliardico che anche su Facebook impazza la corsa all’invenzione delle professioni più strane. Roba tipo lo "spingitore di cavalieri" di vulviana memoria. Ecco: io avrei in mente almeno una caterva (se non due) di lavori ancora inediti che mi piacerebbe vedere operativi. Ma oggi illustrerò quello che, a mio parere, si presenta come il più urgente.

Come anticipato nel titolo, se ne avessi le capacità e la possibilità (e magari mi retribuissero anche solo un po’ per farlo), mi piacerebbe diventare un ritradizionatore. Dicitura impropria che, per intenderci, vorrei riferire ad un professionista che si occupi di "codificare retoriche, mitologie, iconografie, luoghi comuni, citazioni e finanche lessici nuovi ed attualizzati in relazione a differenti campi dell'esperienza umana, affettiva o sociale ove gli elementi tradizionali elencati risultino ragionevolmente stantii, limitanti o inappropriati per mutate variabili contestuali e storiche".

Come al solito, l'esempio più immediato e chiarificatore risulta quello amoroso. Ci sono dozzine di situazioni stereotipate che la letteratura, il cinema, l'emulazione e persino il galateo hanno consolidato nei secoli. E' cambiata forse un po’ la forma - talvolta le sfumature - ma non la sostanza.

Il ventaglio è sconfinato: si può andare dal classicismo simbolico delle rose come apoteosi romantica alle più crude implicazioni dialettiche e psicologiche (di ogni tipo, anche legale) della separazione, passando per la polemica indipendenza/complementarietà affettiva, le discussioni sul ruolo della gelosia o della memoria nella coppia, gli imbarazzi annunciati del rivedersi da ex, l'immancabile satira sulle suocere, il lessico mieloso e miagolante dell'intimità, la geometrica prevedibilità comportamentale nelle situazioni di crisi o di euforia amorosa, gli istituzionali fiumi di conversazioni telefoniche degli inizi, la graduale e a quanto pare fatalisticamente inevitabile fine della passione con avvento - addirittura - della noia. Culminante in una rottura scioccante che tutti gli altri non tarderanno ad ammettere, con una inquietante ma assai ricorrente sensitività retroattiva, di avere già previsto da mesi.

Insomma, è PROPRIO NECESSARIO?

Dico io: ma a Muccino (dio mio, Muccino...) chi gliel'aveva messe in testa tutte quelle sciocchezze che ha fatto rappresentare ai vari Accorsi, Mezzogiorno e Morante? Perché il finale di Closer deve sembrare così universalmente impietoso? Perché Se mi lasci ti cancello (sigh!) è diventato una specie di chemio emotiva per tutti i "lasciati" mediamente sensibili del pianeta? Chi ha permesso che Sex & the City si elevasse a manifesto occidentale di una idea usa e getta degli uomini? E perchè spendere decenni ad alimentare reciproche frustrazioni di genere su qualità che uomini e donne presumono sessualmente esclusive (siamo dalle parti del leggere le cartine e/o chiedere indicazioni)?

Io NON CI STO.

La tua relazione è finita? Bene. La Ritradizione prevede che ora puoi essere davvero completo nella tua solitudine e che mai più avrai modo di disperarti del passato o preoccuparti del futuro perchè passerai il resto della tua vita zen a costruire galeoni (modellini, ovviamente) e a dare nomi di piante a tutti i componenti del sesso opposto.

Devi ancora recuperare le tue cose da casa di lei? Fiumi di romanzieri, sociologi e perfino registi hanno tramandato la sana Riconsuetudine di organizzare un maestoso pranzo di gala fra ex, dopo il quale i più stretti amici di entrambi aiutano lui e la sua vecchia convivente a spostare tutta la sua roba in scatoloni rigorosamente colorati, alcuni dei quali - e solo alcuni - verranno poi catarticamente bruciati in una valle (ormai per lo più in un capannone abbandonato) in segno augurale per il futuro.

E, in quanto al dopo: pianti disperati, bulimie, telefonate mute, antidepressivi e cinismo?
O per i baudeleriani: riti orgiastici innaffiati di assenzio e citazioni di Palahniuk per sottolineare la riscoperta della vita vera?


Io DICO NO.

Applichiamo il rituale del lutto klingon: prendiamo il corpo del defunto (nel caso specifico, la foto del vecchio amore), guardiamo al cielo e lanciamo un urlo ferino, atroce, squarciante, inumano. Poi lanciamo il corpo negli spazi siderali. Così, senza messa, senza riti, senza lacrime, senza tempi di recupero fisiologico. "Quello ormai è solo un corpo vuoto, per me. Fatene ciò che volete". E poi di nuovo a combattere, a lottare, ad infuriarsi, con un amplificato spirito kamikaze. Con un inspiegabile istinto suicida e nichilista, complesso e fiero. In barba al buonismo di Picard, alle direttive federali e agli universali culturali.

Così, giusto per azzardare un esempio. Anche se credo di essermi perso nella metafora.
Il colmo, per uno che vorrebbe fare questo mestiere.


Non trovate?

12 commenti:

tuiti ha detto...

sono colpita.
credo che questo post racchiuda in sè la via di uscita da labirinti emotivi post/trauma/affettivo che dovrebbero essere diffusi tra le galassie e trasmessi ai posteri.
solo che il vero problema è che la via di uscita bisognerebbe volerla prendere.
non ti bruciare con la liscivia, il passo verso il fondo lo hai già fatto, adesso puoi solo risalire.
guardati l'ispettore coliandro. aiuta tanto, tantissimo.


ps: so di essere un po' enigmatica e molto, molto evasiva. ma non riesco ad essere altrimenti..

Giangidoe ha detto...

Come al solito, l'extrasensorialità: a malapena finisco di commentare da te, che leggo che hai appena commentato tu da me.
Enigmatico anzichennò.

Ad ogni modo, devo comunque contraddirti: se ti appoggi sul fondo e cominci a giocare con la sabbia, è facile che ti trovi a scavare senza accorgertene. E a costruire castelli umidicci ed instabili.

Così, giusto per essere un pò drammatici...
;)

Giangidoe ha detto...

PS
Coliandro non mi ispira troppo, ma di certo non rifuggirò un tuo consiglio. Se me l'hai dato proprio in questa sede, mi fiderò ancora di più.

Arcureo ha detto...

Ah guarda, per restare in tema Klingon a Muccino farei percorrere l'intero cammino dei painsticks, nel Rito del Passaggio... e Sex & The City mi sta sulle balle a prescindere (visto che è forzato, pretestuoso e in fondo in fondo neanche così scioccante come avrebbe voluto essere).
"Se mi lasci ti cancello" invece non l'ho mai visto. È il film con Jim Carrey, no? Mi dicevano che la traduzione italiana del titolo era una scempiaggine che faceva perdere di vista il vero senso del film, ma ripeto, è solo un sentito dire...

Giangidoe ha detto...

Beh, diciamo che quel mio "sigh!" dopo il titolo sintetizzava perfettamente la mia reazione a quella scempiaggine. E' più forte di me.

giustina ha detto...

chapeau bas, mon cher. chapeau bas.

Giangidoe ha detto...

Tu est trop bonne, ma chere.
Sperando che con "bonne" non abbia fatto una gaffe...

peppermind ha detto...

Il post è bello, godibile, divertente.

Però impraticabile quel che sostieni, anche solo a livello di "fai da te", visto che addirittura il tecnico ritradizionatore, co' 'sta crisi, nun te se pagheno..

Impraticabile perché è tutta sovrastruttura, ok, e tu ri-tradizioni quella, ma a che pro?
Un'altra tradizione sarebbe comunque ugualmente fasulla e sovrastrutturale...

E si riformerebbe, sì, perché la struttura ("stare male per menate di sentimenti") crea sovrastrutture per definizione.

E temo, non so, ma temo, che sia così per ogni tradizione: viene da qualcosa che genera tradizione per sua natura.

Giangidoe ha detto...

Caro Pepper, hai genialmente (tanto per cambiare) rivelato la nudità del re. Che è poi un'altra metafora - quindi sovrastruttura, in qualche modo - per evidenziare il vizio logico che c'è dietro a questo mio piccolo delirio virtuale. E la pirandelliana vacuità di queste ritradizionature, solo in apparenza salvifiche.

Tutto ciò si ricollega tra l'altro proprio ad una cosa che avevi giustamente (tanto per cambiare) detto sempre tu tempo fa commentando un altro mio post. A proposito della "felicità".

Ma che t'o dico a fa'?

PS: Ah, ovviamente grazie per i complimentosi aggettivi iniziali ;)

Giorgio Salati ha detto...

Ottima idea!

Se hai bisogno di suggerimenti per il tuo nuovo lavoro, chiedimi pure.

Ad esempio sul corteggiamento.

Come chiedere a una ragazza di uscire? La nuova tradizione potrebbe volere che vomitarle sulle scarpe sia il nuovo sistema per sedurre.

Come tentare il primo bacio? Con semplice richiesta in carta bollata, vistata dal ministero delle Ritradizioni, in cui dopo attenta visita medica si viene dichiarati idonei - lingua compresa.

Come lasciare una ragazza? Nuova tradizione vuole che si scappi via urlando "aiuto, mi vogliono uccidere!"


Come vedi, una professione veramente utile! Grazie!

Giangidoe ha detto...

Ma prego!
Grazie a te per i tuoi contributi ;)

volevofarelaprincipessa ha detto...

mica male come idea!!! peccato che, come ti è stato già detto, non sia poi così facile..ma ci si può lavorare. soprattutto per non creare problemi alle future relazione dell'ex di turno (vabbe qui scendo sul personale...stop).
però devo dire una cosa che non ti piacerà: i pianti isterici dopo una rottura a me hanno fatto bene...dopo 2 mesi ero un'altra, pronta scattante iperattiva e piane di cazzaraggine da condividere col mondo!ahahaha