
Sarebbe ipocrita negarlo per timore di apparire presuntuosi, nazionalisti o semplicemente irrispettosi, ma finora non ho mai avuto modo di sconfessare - direttamente o indirettamente - questa tesi:
nessun altra nazione ha gli stessi standard igienici casalinghi di noi italiani.
Già in Giappone avevo constatato l'abitudine, comunemente extraitaliana, di mangiare senza tovaglia e tovaglioli, nonchè l'interpretazione decisamente estensiva del concetto di "pulito" in generale. E questo giusto per tralasciare i piedi scalzi nei bagni pubblici e altre temerarietà batteriche.
A Malta sperimentai una delle esperienze più simili al campeggio mai vissute. Con la differenza che mi trovavo in un residence universitario, e che pranzavo in una mensa di fronte ad una piscina. I dettagli di quell'avventura li risparmio, perchè ci sarebbero anche aneddoti che prescindono dal tema prettamente igienico.
Qui in Spagna, ahimè, non ho incontrato una clamorosa inversione di tendenza. Gli appartamenti appioppatici sono risultati, con diverse gradazioni, "zozzi" (è il tecnicismo più adatto al contesto) e malmessi. E' vero che molte delle responsabilità le hanno i ragazzi stranieri che ci hanno preceduto o accolto, ma sicuramente l'Ente che ci ha ospitato non ha - come aveva messo per iscritto - pulito i nostri alloggi prima del nostro arrivo. Oppure, e temo che possa essere una scomoda verità, lo ha fatto moooolto male. Molte delle case in cui il mio gruppo di dieci persone è finito (la mia è fra queste) sono al limite della vivibilità: stendini consunti, porte che non si chiudono, stratificazioni polverose decennali, muri scrostati e scarafaggi che fanno capolino in bagno.
Come se non bastasse, solo pochi fortunati hanno il condizionatore. Tutti gli altri hanno avuto solo dei miseri ventilatori. E questo, nella città più calda ed afosa di tutta la Spagna.
Anche nei locali, il modo in cui il cibo viene servito non lascia sperare che dietro le quinte la cura per l'igiene sia stata massima. E dai discorsi dei pochi amici o conoscenti autoctoni, pare che comunque i ritmi delle pulizie e l'intensità delle stesse non sia proprio una priorità nazionale.
A questo punto, mi viene da pensare - veramente ho cominciato a pensarlo già molto tempo fa - che siamo noi italiani a sbagliare. Ad esagerare. Ad essere fobici. Rituali.
Forse è davvero più comodo avere l'acqua alta nel water, perchè in fin dei conti così non ci sono pericoli di violenti schizzi, e la ceramica ha maggiore probabilità di rimanere intonsa. Forse ha davvero poco senso sporcare ogni volta una tovaglia di stoffa che va poi lavata (e smacchiata) in lavatrice, quando con un colpo di spugna su una cerata rende il pasto già pronto e sicuro. Forse è davvero inutile avere in bidet in casa, in un'era in cui è più facile farsi la doccia invece che lavarsi a pezzi all'occorrenza. Forse è davvero sconveniente avere dei tovaglioli a portata di mano a pranzo: quasi un invito a mangiare in maniera sguaiata e a rimediare poi con una vigorosa strusciata al muso o alle dita. Forse sarebbe davvero salvifico utilizzare anche qui da noi un detersivo per i piatti che non abbia bisogno di risciacquo, con tutto il risparmio di tempo e fatica che comporterebbe. E soprattutto, forse avrebbe davvero senso che anche qui da noi le auto avessero il cambio automatico e non ci distraessero con dozzine di movimenti e fatiche inutili.
Forse. Ma forse no, claro.
A ragione, mi verrebbe da pensare, sconfessando un pò il senso di ciò che ho appena scritto.
Ovviamente, non tutti questi forse riguardano la Spagna. O almeno, non solo.








