domenica 9 gennaio 2011

American epiphany


Quando andai a vedere American Beauty, nel 1999, non sapevo assolutamente nulla. Ero poco appassionato di film d'"autore". Mi era stato sempre insegnato che andare al cinema poteva valere la pena soltanto per le americanate con centinaia di effetti speciali. Erano solo 2 o 3 anni che mi ero concesso di andarci per cose più dozzinali come cartoni animati, commedie, horror o addirittura film indipendenti. Ero poco informato su ciò che usciva in sala, non collegavo quasi mai i titoli ai registi - a parte con Spielberg - e mi ritenevo vagamente anche un detrattore del mezzo cinematografico.
Ma soprattutto, quando andai a vedere American Beauty non sapevo assolutamente nulla di American Beauty.
Non sapevo che attori ci fossero, di cosa parlasse, chi fosse il regista. E dalla locandina e dal titolo, temevo fosse "solo" una commedia, e già stavo rimpiangendo la spesa del biglietto.

Quando uscii dalla sala, qualcosa in me era cambiato.
Non che non avessi visto - e rivisto - dei film più belli, nella mia vita. Ma non era mai successo di aver provato una tale soddisfazione inaspettata per essere andato al cinema a scatola chiusa. Tanto è frustrante un'esperienza pagata che delude quanto è sovraccaricata un'epifania raggiunta con impiego di tempo e denaro.
E fu quel giorno, senza dubbio, che io diventai un cinefilo. Anche se ancora non potevo saperlo.

Eppure, se non vi fossi stato trascinato, quel giorno, io al cinema non sarei mai andato a vedere un film dal titolo American Beauty.

Perchè questa premessa?
Beh.
Mi piace pensare che da qualche parte, in questo paese, in un contesto mediatico di 10 anni più vecchio eppure infinitamente più giovane, ci siano dei piccoli Giangidoe che avranno aggirato lo stesso scoglio guardando - forse loro malgrado - American Life.
Magari, se non trascinati al cinema, incollati svogliatamente alla poltrona da qualcuno per vederlo in streaming o scaricato.
Sovraccarico epifanico a parte.

3 commenti:

Anonimo ha detto...

La scena del sacchetto di plastica è indimenticabile.
STARLA

Giangidoe ha detto...

Non solo quella. Quando vidi quel film, contati almeno mezza dozzina di sequenze che ritenni indimenticabili.

Giustina ha detto...

Non l'ho visto, ma dopo il tuo post rimedierò: vedi che dovevi proseguire la tua missione di blogger? ;)