mercoledì 16 settembre 2009

Ma dì soltanto una parola...


Una delle ultime folgorazioni personali in ambito seriale mi è arrivata dall'iperpubblicizzato LIE TO ME.
Ad avermi incuriosito, prima ancora di conoscerne trama e casa di produzione, erano stati i giganteschi primi piani di Tim Roth che campeggiavano - e campeggiano tuttora - su enormi cartelli pubblicitari sparsi per Roma. Io ho sempre amato questo attore, e l'idea che anche lui avesse finalmente ceduto all'ottima moda della serie televisiva era ovvio facesse presagire un prodotto dalla qualità notevole. In effetti, LIE TO ME è un telefilm molto ben fatto: interessante, ottimamente recitato e dalla regia non banale. Di certo non si raggiungono le vette di realismo delle serie HBO, ma siamo senza dubbio dalle parti d Dr House e di altre pregevoli serie FOX.
La trama è molto semplice: il protagonista (Dr. Cal Lightman) è fondatore e capo di un'agenzia che collabora con polizia, FBI, enti o anche privati cittadini, per fornire consulenze sull'interpretazione di confessioni varie al fine di comprendere se gli interlocutori dicono la verità oppure no, se nascondono qualcosa, se dai loro racconti traspaiono sentimenti precisi che possano aiutare a comprenderne le motivazioni reali. Ovviamente la costruzione dell'episodio procede come un giallo, con continue agnizioni ed improvvisi ribaltamenti dell'indagine, in pieno stile poliziesco (o House). In genere in ogni puntata vengono affrontati parallelamente due casi, e non sempre è possibile definire uno dei due "minore". I personaggi secondari acquisiscono peso poco a poco ma, esattamente come accade nella serie dell'irascibile diagosta collega di network, non riescono a mio parere a stare al passo con l'eccentrica genialità interpretativa e carismatica del loro capo.
Una delle cose più belle della serie è che spesso, quando si illustrano e spiegano le intenzioni celate da determinati gesti, si mostrano delle immagini di personaggi famosi colti nella stessa espressione, in contesti dove evidentemente questi manifestavano (o nascondevano) quegli stessi sentimenti.
Ultimo appunto stilistico: i titoli di coda non sono niente male...

La seconda serie inizierà negli USA questo mese, non ho ancora scoperto quando. Ma a tutti i curiosi e gli scettici, consiglio di non perdere l'edizione italiana della prima serie attualmente in corso.
La voce che hanno scelto per il Dr Lightman è quella di un vero mostro di bravura e, anche se non è la voce ufficiale di Tim Roth, da al personaggio un'ottima caratterizzazione. E lo dice uno che ha visto la serie in originale coi sottotitoli tranne i primi due episodi...

La riflessione sulla quale volevo soffermarmi è però un'altra: il tremendo fascino esercitato dal tema principale di Lie to me, ovvero lo studio delle mircoespressioni per l'interpretazione della verità enunciativa, lo avevo già subito pochi anni fa proprio da un'altra serie targata FOX. Peraltro, da un episodio quasi "anomalo" rispetto allo stile generale della serie. Mi riferisco in particolare ad una puntata della II serie del mio amato Prison Break, in cui i fuggitivi diffondono un videomessaggio "depistante" perchè pieno di elementi gestuali contraddittori rispetto alle parole pronunciate. In realtà si tratta di una delle sequenze che più mi sono rimaste impresse dell'intera saga di Michael Scofield, cervellotica ed intrigante come poche altre. E mi sembra giusto postarla qui come chiave di questo post.
Nella mia mente, non smetterò mai di pensare che il gradimento di questa scena di Prison Break (e in generale dell'episodio ad essa relativa) abbia giocato da prova generale per il concept di Lie to me.
Si, so che sembra un ragionamento forzato, ma ogni nerd ha le sue piccole suggestioni.
E poi, sbirciando qua e la sul web, potrei sempre trovare qualche conferma a questa mia tesi. Solo che lì non avrò alcun indicatore gestuale, ahimè, su cui basarmi...



18 commenti:

alex crippa ha detto...

non avevo dubbi che avresti apprezzato, caro mio...

cmq già nella quarta puntata si elimina il sub-plot per un unico plot davvero molto ben costruito (la festa di matrimonio del rampollo del politico). ma tu le hai già viste tutte, quindi non ti ho rivelato nulla.

PS sì, impressionante quella scena di Prison Break (serie che non ho più seguito), un vero "presagio" di Lie to Me...

Giangidoe ha detto...

In effetti nelle ultimissime puntate la seconda storia scompare, ma la struttura dell'episodio classico la prevede praticamente sempre. Quello che volevo dire è soprattutto che, anche se il peso dato ad entrambe le storie non è sempre lo stesso, a volte il "subplot" è così interessante da non meritare nemmeno quest'etichetta. Insomma: nulla di paragonabile al caso di ambulatorio di House che intervalla il caso principale della puntata.
Devo ammettere però che ho un pò barato: quando ho pubblicato questo post, mi mancava ancora l'ultimo episodio della serie...

Impressionante, vero, quella scena?
Però ora mi incuriosisce sapere quando hai abbandonato Prison Break.

alex crippa ha detto...

"Prison Break" l'ho abbandonato quasi subito dopo 3-4 puntate. non mi ha preso come volevo, colpa probabilmente del crudissimo "OZ" di cui avevo appena ingurgitato la prima stagione e che per me è LA serie carceraria per eccellenza. ovvio che non vi ho trovato lo stesso stile e tematiche, è una serie con altre premesse e, immagino, altri sviluppi.
e poi c'è sempre l'annoso problema del tempo, che mi fa scartare buona parte dell'entertainement che non mi acchiappa subito (voglio la giornata da 36 ore...ci siamo capiti).

Giangidoe ha detto...

Beh certo, un paragone PrisonBreak/OZ è davvero ingeneroso.
La prima è una serie di azione-intrattenimento-complottismo, la seconda è una serie carceraria HBO. E ho detto tutto.
Non ti consiglierò di recuperarla perchè se hai deciso di abbandonarla dopo i primi episodi della I serie, non credo ci sia nulla da fare. E' un pò come quello che è successo a me con DEXTER e ALIAS. E per Dexter, perlomeno, so che la pensiamo uguale...

Faust VIII ha detto...

Ho visto un paio di episodi e la trovo pittosto interessante. Voglio vedere se alla lunga non diventerà troppo ripetitiva, perchè se non lo facesse, sarebbe un gioiellino...

Giangidoe ha detto...

Già, è vero. Ma dato lo stile della serie e la sua casa di produzione, credo che spremeranno il fenomeno fino al suo inevitabile declino...
Percià godiamocelo finchè è possibile!

Giorgio Salati ha detto...

purtroppo non abitando più coi miei non ho più sky... mi mangio le mani perché adoro sia Tim Roth che il tema della gestualità come rivelatrice dello stato d'animo... ero certo che Lie to Me sarebbe stato molto bello...

Quanto a Dexter a me invece ha acchiappato parecchio!

Bellissima questa scena di Prison Break!

Giangidoe ha detto...

Però io LIE TO ME e le varie serie più o meno recenti di questo periodo le sto guardando direttamente in streaming sul web, bypassando completamente Sky. Non so se è perfettamente legale, ma tant'è...

tuiti ha detto...

mi hai abbastanza incuriosito.. trovare nuove serie da seguire mi incoraggia, specie di fronte all'inesorabile destino che sta vedendo la mia fruizione di prison breack volgere al termine.. :(
sono evasa da sona, forse ho un tumore, e questa zoccola di scilla non si fa stanare.. ah, l'ornitologia..

Giangidoe ha detto...

Togli pure il forse e ingrassetta anche l'epiteto inglorioso.
La cosa più sconfortante è proprio la frettolosità con cui hanno resettato i fili tracciati nella saga di Sona. Poveri uccelli...
Comunque dopo che avrai recuperato almeno i primi due episodi di LIE TO ME, mi aspetto un post sul tuo blog, eh?
;)

peppermind ha detto...

Mh... anche io ho visto tutte le puntate della prima stagione, e anche io gtrovo eccezionale Roth... però trovo invece monotona, ripetitiva in maniera preoccupante, la serie stessa.
Cercano di darle svolte, contorcimenti, ma la sensaizone di "puntata colonata" non riesco a mandarla via.

Io invece quest'anno ho trovato SPETTACOLOSA (per gli appassionati di SF) l'ultima serie del Doctor Who "moderno", che mai mi aveva appassionato, e l'ultima di Torchwood, la terza stagione, (CAPOLAVORO).

Per il genere poliziesco e affini, The mentalist (la versione più divertente e appassionante di Lie to me, secondo me), e Leverage.
Masterpiece: "The unusual", ma son fermi alla 10ma puntata...

Per una serie ospedaliera spiazzante, consiglio Nurse Jackie.

peppermind ha detto...

colonata=clonata

gli altri refusi si capiscono >.>

Faust VIII ha detto...

Anch'io apprezzo Doctor Who e Torchwood, ma non ho ancora visto le ultime stagioni di entrambi...

peppermind ha detto...

Affrettati Faust!
Sono le meglio, secondo me...

Giangidoe ha detto...

Caro Peppermind, seguirò i tuoi consigli mediatici. Soprattutto sulle serie di solito snobbate dal grande pubblico, sono molto propenso al recupero.
Del Dr Who moderno già avevo letto cose buone, ma non sono mai stato abbastanza convinto da cominciare la visione. Però Torchwood e The unusual sono quelle da te consigliate che per ora mi ispirano di più.
Ti farò sapere ;)

Faust VIII ha detto...

La terza stagione di Torchwood(Children of the Earth) deve essere un capolavoro, a giudicare dai commenti entusiastici che ho letto in rete.

Per quanto riguarda Doctor Who, ho sentito che l'anno prossimo in uk ci sarà la nuova serie con un "nuovo"(il decimo o l'undicesimo?) dottore!

peppermind ha detto...

Sì, nuovo dottore... peccato, perché quello "attuale" credo sia stato il migliore di sempre.
Ma il nuovo sarà quello più guiovane di sempre... curioso.

Su Torchwood dico solo:

WE.








WE ARE.







WE ARE COMING.


... i brividi mi vengono.

peppermind ha detto...

p.s. ricordati di farmi sapere che ne pensi, una volta visti.

Mi offenderò se non ti saranno piaciuti, ma è normale :P