lunedì 8 febbraio 2010

AlLO STato attuale...


...mi è ancora difficile azzardare una tesi articolata.
La prima suggestione che mi è venuta in mente è decisamente una tesi "marvel". Ovvero così fumettosa da essere decisamente nerd. Quindi, forse, non così lontana da quella che si rivelerà la verità lostiana finale.

In soldoni, tale tesi consiste in ciò che segue.
----SPOILER!!!!!-----
Il piano ha funzionato (cosa che Juliet ha capito da un dettaglio colto in punto di morte) e quella dell'aereo è la realtà "ripristinata", diventata "ufficiale".
La chiameremo, la realtà in continuum.
Tuttavia quelli dell'isola, seppure rimasti fuori dal continuum, continuano a vivere la loro vita nella realtà diventata "alternativa". O più semplicemente, la loro realtà va fuori-continuum.
Questa, la conclusione.

Insomma, prendete HEROES. Ad un certo punto i protagonisti del presente incontrano i sè stessi (cattivi) di un futuro dove le cose sono andate male. Che siano i primi ad andare nel futuro o i secondi ad tornare nel presente, poco importa.
Ora: se nel presente dei nostri protagonisti morisse uno di loro cattivo del futuro, nella loro realtà non cambierebbe nulla ma in quel futuro - quand'anche fosse messo fuori continuum - quella persona non tornerebbe più. E le cose continuerebbero a svolgersi normalmente perchè quella realtà tecnicamente esiste ancora. Anche se non è detto che sia il futuro "allineato" col presente che conosciamo noi.

Stessa cosa varrebbe per LOST e i due filoni che sta portando avanti. La realtà dell'aereo affacciatasi nel nuovo inizione non è nè sogno, ne futuro, nè passato. O almeno, non ancora.
Quelle che si alternano sono due realtà alternative, una in continuum ed una no.
Per ora.


Nota finale:
Quanto sarebbe stato figo se il filone "alternativo" di loro sull'aereo si fosse rivelato, già alla fine del primo episodio, come qualcosa di mai avvenuto? Un sogno di Juliet morente, o anche semplicemente un sogno extradiegetico, come suggerito dal ralenty finale e dallo sguardo amareggiato e ben poco fiero di Locke che va via per ultimo con la sua ripristinata - in realtà mai perduta - invalidità.
Bellissima anche l'ambiguità iniziale della reazione di Jack, quando si coglie che è un pò spaesato e si insinua il dubbio nello spettatore che possa ricordare qualcosa. E che forse non è l'unico (vedi la battuta di Rose a Bernard appena tornato dalla toilette, o il feedback nervoso di Desmond in presenza del chirurgo).
Ma sarebbe stata ancora più bella se fosse rimasta sospesa, questa ambiguità. Seguendo la mia tesi marvelliana. Senza ulteriori dettagli e svelamenti.
Lo so: il doppio filone è una caratteristica costante di Lost, sia esso flashback che flashforward (o altro ancora). Ma, solo in questo caso, per una singola volta, avrei voluto vivere l'emozione di un tranello onirico. Tanto c'erano altre 17 puntate per cavalcare un secondo - e stavolta costante - percorso alternato.
Si, si, lo so, sono troppo esigente. LO STavo per dire io...



14 commenti:

Faust VIII ha detto...

Purtroppo io di puntate di Lost ne avrò viste due in tutto, quindi non ho idea di cosa tu stessi parlando.
Forse non ho avuto la pazienza di seguire una storia che è fatta soprattutto di flashback e flashforward...

Giangidoe ha detto...

Peccato, caro.
Magari, quando sarai ispirato, dagli una seconda chance...
;)

Anonimo ha detto...

Che dettaglio ha colto Juliet? Cosa mi sono persa??

Prende a sassate la bomba che non è esplosa cadendo e poi FLASH bianco (come quando si spostavano nel tempo). - Fine dell'ultimo episodio della scorsa stagione. -

C'è altro?

Domani va in onda il prossimo episodio, non sto nella pelle! ;-)

Una fan sfegatata di Lost (e di tante altre serie) come te! ^__^

Giangidoe ha detto...

Eh, ma io parlo del DOPO sassata...
Ed in particolare, del messaggio riportato da Miles a Sawyer.

Ad ogni modo grazie mille per il tuo commento, e spero che passerai spesso a vedere i post successivi (e soprattutto a recuperare quelli passati), ma vorrei che mi fornissi un qualche tipo di nickname. Anche perchè se voglio chiamarti col vocativo, forse "Una fan sfegatata di Lost (e di tante altre serie) come te!" mi pare un pò scomodo...
;)

Anonimo ha detto...

Aaaah, ok.
Resta il fatto che non capisco come Juliet sia giunta alla conclusione che l'esplosione della bomba alla fine abbia "funzionato".

Tutti gli altri personaggi (non importa che siano appartenenti alla "realtà isola" o alla "realtà aereo che atterra ad LAX") sembrano non essere consapevoli dello sdoppiamento.

Chi è sull'isola è convinto che al massimo si siano solamente spostati nel tempo (percezione del flash bianco), restando dove sono, mentre chi è sull'aereo continua la vita che conduceva pre disastro aereo, anche se qualche passeggero, Jack in primis, sembra essere perplesso. Ma questo lo hai già scritto tu. ;-)

Non ho ben capito che ci facesse Desmond sul volo, dubito che sia una coincidenza.
J.J. Abrams non lascia mai nulla al caso, ha sempre uno scopo. ^__^

Altra cosa: ho trovato curioso come, all'arrivo in aeroporto, a Jack venga comunicato che la bara di suo papà sia andata smarrita.
Almeno ora c'è una ragione in più alle sue sporadiche comparse nelle serie passate.

Adesso son qui che aspetto che Jack se lo trovi davanti vivo e vegeto nel templio della "realtà isola" insieme a Claire. Che ruolo avranno nella storia?

Concludo dicendo che, a mio modesto parere, J.J. Abrams dev'essere in qualche modo ossessionato dalle realtà parallele e dalle teorie sullo spazio-tempo, vedi film di Star Trek e Fringe.
:-)

Barbara

Giangidoe ha detto...

Verissimo. Io avevo notato questa propoensione di Abrams per i trip spaziotemporali già proprio in Lost, nell'episodio (3x08) in cui Desmond raccontava cosa gli fosse accaduto dopo l'esplosione della botola. Lì, la puntata sembrava davvero introdurre la possibilità del viaggio nel tempo, ma poi tutto si era rivelato un semplice sogno. Probabilmente si era trattato di un modo degli autori per saggiare la reazione del pubblico ad un'eventuale - e poi verificatasi - virata definitiva verso la fantastica. Soluzione che in realtà, fino all'inizio della stagione precedente, poteva ancora essere esclusa.
Io personalmente sono convinto che JJ abbia immaginato qualche casino dimensionale anche per giustificare l'approdo del mostro di Cloverfield.
Per Fringe non ti so dire: ho visto solo il pilot ma non mi convinse, quindi non proseguii.
Ma di Star Trek ero già fan da prima, e col suo film mi sono reso conto di quanto anche lui sia cresciuto a pane e paradossi temporali!

Non mi stupirei se riprendesse in mano il destino di Ritorno al Futuro...

Ciao Barbara,
e grazie per il tuo battesimo blogger ;)

peppermind ha detto...

Purtroppo Lost lo seguo, ma non ricordo una ceppa.
Ho iniziato a trattarlo con disprezzo dal quella storia in cui Desmond torna indietro nel tempo, e non si capisce come faccia a consocere il futuro POSTERIORE al momento in cui viene spedito indietro, e poi da un cetto punto in poi non ha più previsioni, via, chissenefrega.
Comuqnue mi pare difficile che gente poco sveglia come gli autori di Lost possano pensare alla realtà what if, anche pensando alla spiegazione lacunosa dei loro salti temporali data da Hugo (penosa, urlavo "basta, basta! tacete, pezzi d'asini!", mentyre si svolgeva sotto i miei occhi la scena...)

Giangidoe ha detto...

Caro Pepper, la birichinaggine degli sceneggiatori di Lost è ormai arcinota, e le tue perplessità (assieme a quelle di tutti i sostenitori e/o detrattori lostiani) sono più che giustificate.
TUTTAVIA, proprio sulle questioni spaziotemporali e in particolare sull'episodio di Desmond che hai citato, qui nei commenti si è affrontata la discussione a livelli quasi accademici, invero!
Ahiahiahiahiai...

alex crippa ha detto...

visto le prime due della sesta ieri sera, dopo un divorzio durato una stagione e mezza (metà della 4 e tutta la 5, ma le info essenziali le ho recuperate grazie al riassuntone foxiano di un'ora, senza il quale sarei stato io il perduto).
che dire? sarà per un rinnovato entusiasmo come quando si fa la pace con un vecchio amico o una ex, sarà che dopotutto quel mondo e quei personaggi mi han tenuto compagnia per tanto tempo e alla fine mi ci sono affezionato...a me è piaciuto molto questo inizio.
teorie a parte (le realtà parallele effettivamente mancavano e mi pare pure piuttosto esplicita come spiegazione) mi ha fatto impazzire e, confesso, quasi commuovere vedere i nostri sul volo 815 che atterrano a L.A.
A livello di pura sceneggiatura è uno sballo vedere, per es., la coreana che finge di non sapere l'inglese dopo che hanno trattenuto suo marito al check. questa reazione la capisci solo se ricordi le primissime puntate della prima stagione e dimentichi tutto quello che è successo di buono tra loro nel corso della realtà "ora alternativa".
insomma, la seguirò quest'ultima stagione e avrò poi tutto il tempo di rimanerne deluso.

Giangidoe ha detto...

Condivido, caro Alex.
Ero curioso però di sapere il tuo parere "professionale", più che sulla tesi marvelliana delle realtà extra-continuum, soprattutto sulla suggestione che ho descritto nella seconda parte nel post (quella sulla soluzione onirica filone Oceanic).

Ma per il resto è vero: la sceneggiatura del primo episodio è davvero bella. Peccato che già dal secondo di ha il presagio nefasto di una deriva parodistica a LA MUMMIA ed altri film archeologici-maledettistici di genere.

giustina ha detto...

non so se leggere qusto post... non voglio anteprime! a meno che non siano supposizioni. lo sono?

Giangidoe ha detto...

Beh, diciamo che si tratta di supposizioni basate sulla visione dell'inizione di stagione. E poi segue una riflessione stilistica sull'episodio 6x01.
Ma senza dubbio il rischio spoiler c'è...
Dai, recupera tutto quanto prima. Voglio un tuo contributo alla discussione!

peppermind ha detto...

Sì, ho visto dopo la tua lettura dell'episodio di Desmond come un sogno... però, non ho capito perché.
Sicuramente il mio modo di seguire Lost, con l'orecchio destro, quello cecato (sic), mi fa sfuggire molte cose.

Giangidoe ha detto...

No, senti, devi recuperare almeno l'inizione di stagione e poi leggere TUTTO il mio post. Sennò non c'è gusto!
Tanto lo so che i paradossi spazio-temporali sono anche il TUO, di pane quotidiano...