lunedì 8 marzo 2010

L'ossessione del Giorno


Lo ammetto: è un tranello. Un piccolo gioco di parole da titolo ad effetto.
Più che un'ossessione, si tratta di una suggestione. Che si è ripetuta in chiavi diverse nel corso degli anni, e che ho messo a fuoco solo ultimamente.
Cercherò di definirla ora, in questo post, alla meno peggio.

Molte esperienze mediatiche totalizzanti del mio passato più e meno recente sono ruotate attorno a storie, episodi, persino singole frasi, che hanno reso importante in svariati modi l'unità temporale della singola giornata.

Il mitico THE KILLING JOKE, l'episodio di Batman più importante ed analizzato della storia dei fumetti, contiene probabilmente l'esempio più eclatante di questo sovraccarico simbolico.
Il Joker, in uno dei momenti più lucidi e "veri" della sua carriera di fou, dice alla sua eterna nemesi una delle cose più dense mai lette tra le cornici di una storia disegnata:
"Ho dimostrato che non c'è differenza tra me e gli altri. Basta un brutto giorno per trasformare il migliore degli uomini in un folle. Ecco quanto sono lontano io dal mondo normale. Solo un giorno."

Anni prima, in una puntata epocale di MAISON IKKOKU, Kyoko, la protagonista (vedova) avanzava in lacrime al suo pretendente Yusaku una richiesta impossibile ma dall'impatto emotivo devastante:
"Promettimi che vivrai più a lungo di me. Mi basterebbe un solo giorno. Non voglio più vivere da sola".

Più di recente, sulle pagine di Spiderman, si è consumata una delle saghe più drammatiche dell'Arrampicamuri. Un discusso ciclo che ha fatto da preludio ad un "reset" restylizzante, che ha cancellato con un colpo di spugna gli sviluppi più maturi che la testata aveva visto negli ultimi anni. Ed in quella straziante storia, Peter e Mary Jane trascorrevano, consapevolmente, un ultimo giorno insieme prima che Mefisto cancellasse il loro matrimonio e la loro unione dalla mente di tutte le persone conosciute.
Il nome della saga? SOLTANTO UN ALTRO GIORNO. Nella foto, una splendida fotogrammatica sintesi.

Ci sono stati poi altri aneddoti simili, talvolta minori, negli ultimi anni.

Non posso trascurare il peso che hanno avuto su di me i film PRIMA DELL'ALBA e PRIMA DEL TRAMONTO, che concentrano e consumano il proprio perchè in un arco temporale che copre pressappoco una giornata.
E nemmeno è da sottovalutare l'impatto stilistico di quella famosa puntata di Dawson's Creek dove lo stesso epifanico giorno in cui il protagonista scopre la tresca fra il suo eterno amore ed il suo eterno amico si ripete più volte dal punto di vista di ciascun personaggio principale.
Per non parlare di altri film o episodi seriali in cui questo stratagemma è stato da me ritrovato e inaspettatamente sovrastimato anche quando la valenza narrativa della storia non si è rivelata leggendaria.
E, ultimo ma non ultimo: il recupero, tardivo ma necessario, di UN GIORNO DI ORDINARIA FOLLIA.

Probabilmente, cavalcare la linea tracciata da questa suggestione - ormai rivelata - sarebbe forzato per il futuro e facilmente retroattivo per il passato. Ma è un dato di fatto che tale suggestione c'è stata (c'è), e che ne ho preso coscienza solo ora.

Ora: ciò che veramente vorrei fare è sviscerare questo solco.
Qual'è il filo conduttore?
Cosa mi affascina in tutte queste singole esperienze semanticamente affini?
Come si esprimerebbe un esperto della psiche umana sulla base di queste mie riflessioni?
E soprattutto, alla luce di tutto cio:
cosa mi trattiene ancora dal tuffarmi sul recupero del serial 24?

Anche se, sinceramente, su quest'ultima potrei improvvisare una risposta. E anche voi, mi sa.

6 commenti:

Giorgio Salati ha detto...

No dai, mettere insieme The Killing Joke con Dawson's Creek è penalmente punibile.

Giangidoe ha detto...

Eh, lo so. Ma l'ossessione non segue percorsi coerenti e razionali, ahimè.
Spero solo che il buon Alan Moore non legga mai questo inglorioso accostamente.
E sospetto di avere buonissime probabilità che sia così.

giustina ha detto...

io invece io ho apprezzato, dal sacro e profano e ritorno. sempre godibilissimi, i tuoi post! "un giorno" non lontano ti stringerò la mano! ;)

Giangidoe ha detto...

Non vedo l'ora, Gius!
Allora ci becchiamo nella capitale.
E porta la penna, che mi devi lasciare quantomeno 3 autografi con dedica!! ;)

Faust VIII ha detto...

Interessante riflessione. E che ne dici dello stratagemma narrativo usato soprattutto nelle serie, in cui una stessa giornata si ripete all'infinito, fino ad un'opportuna agnizione o ad una provvidenziale epifania? Ci hanno ricavato anche un'intera serie da questo concept: Tru Calling(a proposito, che ne pensi di questa serie?).

P.S. Vieni a far un giro sul mio nuovo blog, dove parlo soprattutto di satira e umorismo (in) inglese=>http://tea-roominthewasteland.blogspot.com/

Cheerio!

Giangidoe ha detto...

Adoro quel filone. Oltre al bellissimo RICOMINCIO DA CAPO con Bill Murray, mi vengono in mente anche degli episodi di serie o cartoni memorabili (fra cui una bella puntata di X-files)
Davvero Tru Calling si basa su interamente su questo concpet? Devo indagare e, nel caso, recuperare.

Appena ho un pò di tempo, ti vengo a far visita sul nuovo blog!
;)