lunedì 7 luglio 2008

Sintetico (?) elogio pacato di Maison Ikkoku


Ebbene si, è giunta l’ora di dedicare un post al mio anime preferito. E come preannuncia il titolo, mi sono pure trattenuto. E per lunghezza, e per entusiasmo.
Qui da noi MAISON IKKOKU non ha avuto molta fortuna in tv: passato per lo più sulle reti locali, non credo sia mai stato trasmesso su una rete nazionale –anche se ricordo un fugace tentativo, poi subito abortito, da parte della fu TMC-.
La storia è quella di uno studente universitario squattrinato che vive in una pensione un po’ scadente, con degli inquilini più che molesti ma anche una giovane amministratrice vedova molto bella.
Per ciò che concerne la trama, i personaggi e tutte le curiosità possibili (col corredo di analisi e sviolinate introspettive più che giustificate) linko il sito più completo ed interessante sulla serie. Qui mi limito solo a sottolineare la dignità assolutamente cinematografica della stessa, che ha letteralmente fatto scaturire la mia passione per l’animazione giapponese prima e per la cultura giapponese tout court poi. Oltre a porre le basi per il mio amore verso le virtù della serialità.

I personaggi di Maison Ikkoku si evolvono - e il tempo scorre - DAVVERO (la storia copre circa 8 anni). Le situazioni e i riferimenti alla realtà giapponese e alle relazioni interpersonali in generale, seppure infarcite di elementi tipici della commedia romantica e dell’equivoco, sono di lodevole realismo. A livello stilistico, le continue inquadrature su alcuni particolari - persino i più banali oggetti fisici della realtà di tutti i giorni - o i tempi che i personaggi si prendono nel parlare, rispondere, riflettere o compiere azioni semplici e quotidiane, se da un lato rendono la narrazione lenta o poco cartonesca, dall’altro restituiscono il sapore di una normalità nonchè di una gradualità del corso naturale degli eventi che raramente in una serie animata si era colto prima.
Inoltre i momenti chiave che decretano la fine di questo lungo anime (96 episodi in tutto) non sono tutti concentrati nell’ultimo episodio finale, come quasi sempre accade in questi casi.
L’amore tra i due protagonisti non si corona solo con una catartica dichiarazione finale: la rivelazione dei sentimenti reciproci, già più che espliciti – e noti - ben prima dell’ultimo episodio, non è il solo traguardo finale. Alla dichiarazione vera e propria, diciamo “formale”, seguono anche altri sviluppi più pratici e maturi, che richiedono intere singole puntate dell’arco finale: ottenere la “benedizione” dal geloso padre di lei; risolvere l’annosa questione della stabilità lavorativa - e quindi economica - di lui; concretizzare in modo serio e adulto la rottura - ed ogni chiarimento - con la quasi ex di lui; andare nel paesino natio di lui per far conoscere lei alla famiglia; formalizzare il fidanzamento ed esorcizzare una volta per tutte (con un discorso di una lucidità impressionante) lo spauracchio della competizione con l'adorato ed idealizzato defunto marito. E, nell’ultimo episodio, solo e interamente il rito matrimoniale e la sua preparazione. Senza colpi di scena o complicazioni di sorta.
Soprattutto, la profondità di molti dialoghi ha poco a che fare con la comune cifra dei cartoni giapponesi. Di certo è pur sempre una serie per adolescenti - e diverse situazioni ruotano attorno ad equivoci e meccanismi comici anche semplici - ma se ancora oggi la adoro in questo modo è proprio per il COME piuttosto che per il COSA, come quasi sempre accade. Sentire la protagonista femminile - Kyoko - chiedere al protagonista maschile – Godai - come condizione per poter ufficialmente mettersi (e vivere) assieme, che lui viva più a lungo di lei (“mi basterebbe un solo giorno”) affinché lei non possa rimanere più di nuovo sola e soffrire come la prima volta, sono frustate di adrenalina in un’età in cui nei pigri pomeriggi post-studio si alternano le Tartarughe Ninja a Lotti.

Nella versione originale i dialoghi sono ancora più seri e ricchi di riflessioni profonde rispetto a quelli dell’adattamento italiano del cartone, e rispettano i registri linguistici più o meno formali che i personaggi e i protagonisti stessi adoperano fra loro (Kyoko e Godai si chiamano con titoli onorifici o per cognome e si danno del lei praticamente quasi fino alla fine).
D’altra parte, per fortuna gli episodi qui da noi non hanno subito tagli o censure eccessive, e sono state conservate anche quasi tutte le videosigle originali (qui in fondo, linko una delle mie preferite).
Non so quanti conoscano –o abbiano apprezzato- questa serie in Italia, ma non potevo non dedicarle il mio post più lungo ed appassionato (finora, almeno).
Spero di non tornarci troppo spesso in futuro, perchè tenderei sempre a farmi prendere la mano.
Una cosa è certa: se avessi uno strumento per misurare il gradimento di una serie animata, un'estremo sarebbe di sicuro Maison Ikkoku.
Per l'altro, ci devo ancora pensare.




15 commenti:

isline ha detto...

Anche a me è piaciuta molto come serie.Non ho certo il legame che hai tu, ma ne capisco le motivazioni anche se tu tendi certo un po' all'idealizzazione: spesso le scenette comiche e gli equivoci sono troppo banalizzanti e inopportuni.
Sull'evoluzione dei personaggi sono invece perfettamente daccordo anche perchè mi indispettisce ancora la scoperta della vera personalità dell'antagonista Mitaka nel quale avevo riposto tutta la mia fiducia adolescenziale di romanticismo...

Giangidoe ha detto...

Io tendo all'idealizzazione?
Tsk!
Dici così solo perchè sei una donna e non puoi capire... :)

Ah, Mitaka. E chi se lo scorda, quell'episodio dell'albergo?
Mamma mia, che momenti.

tuiti ha detto...

certo che invoglia..
come posso fare a vederlo?

Giangidoe ha detto...

Io, dopo avergli dato invano per anni la caccia sul satellite con l'intento di registrarlo tutto per bene su vhs, ho trovato le provvidenziali vie del web.
Poi ho coronato il mio sogno di possesso, completezza ed integralità con la tanto attesa edizione italiana in dvd, che -grazie al cielo- comprende anche doppio audio e sottotitoli fedeli all'originale.
Poi, certo, ci sono vie di scambio più immediate e complici. Ma forse è un'altra di quelle cose che è il caso di discutere in altra sede...

Anonimo ha detto...

Che dire!Non saprei veramente cosa aggiungere,certo io e te siamo un pò di parte,ma sono concorde con te sul fatto ke isline non pùò capire xkè è una donna.
Come dimenticare uno dei più(almeno x me)singolari equivoci,ovvero quando godai pensa che kioko ami il cane?
Per non parlare del sorriso della nonnina ke fa concorrenza a Mitaka.
Uao!quelli si ke erano tempi.
micky

Giangidoe ha detto...

Io ricordo due equivoci su tutti: il primo è quando Godai crede che Kyoko voglia farsi perdonare il fatto di non averlo svegliato in tempo -e fatto perdere l'esame- con un conciliante rapporto intimo;
il secondo, che vince su tutti, è quello di Mitaka che crede che Atsuko sia incinta... E quello si che ha risvolti drammatici (per lui, più che altro).
Dio mio, dette così queste cose pare un pò Beautiful, ma posso assicurare che nonostante tutto siamo a livelli molto diversi.
E lo dice uno che di Beutiful non è nemmeno un detrattore...

andosan ha detto...

Ricordo le nuvolette di alcol che quei debosciati sbuffavavno durante i loro festini. Ricordo però alcuni strappi nella sceneggiatura, ad esempio affermazioni che non trovavano seguito nelle puntate successive (sì, proprio come in una certa serie di questi anni).

Giangidoe ha detto...

In effetti, più che buchi di sceneggiatura l'adattamento italiano ha per lo più edulcorato i dialoghi più allusivi o semplicemente "intensi", nonchè i riferimenti più stretti al folklore giapponese.
Però no, ti prego: un paragone con Lost può macchiare indelebilmente una fedina penale mediatica, di questi tempi...
Ma sono contento che qualcun altro, oltre alle due persone che già sapevo, abbia perlomeno intravisto questa serie. E soprattutto, che sia una persona di sesso maschile!

teal_c ha detto...

Ciao raga,complimenti x il bellissimo sito... blog... beh,pagina web(a questo punto,avrete già capito k di internet sono 1 neofita).Volevo solo sapere se qualcuno mi può dire i nomi dei vari OAV,live action,film... cioè di tutto quello k è uscito oltre i 96 episodi.Grazie

Giangidoe ha detto...

Ciao.
Guarda, ti linko il sito più completo su Maison Ikkoku:

http://www.manga-japan.it/maison-ikkoku/

Esploralo, e troverai tutto quello che cerchi.
In più, oltre a tutto quello che c'è scritto lì, esiste una versione live (Maison Ikkoku live drama) del 2007.

teal_c ha detto...

Bella Giangidoe,grazie 1000.
Xò quel sito non mi ha risolto tutti i dubbi... x gli OAV ci siamo,ma i Drama quanti sono?inoltre non so come si usa quella cosa ed2k...
Ora proverò a trovare i filmati con i "soliti" canali ma,se sai qualche modo più veloce,ti prego di dirmelo.Ciao

Giangidoe ha detto...

I live sono 2: uno è dell'86 (ed è ignobile), l'altro è dell'anno scorso e sembra più decente.
Purtroppo, i canali sono quelli che già conosci anche tu.
In italiano trovi solo la serie regolare e il film animato "Capitolo finale". Tutto il resto, lo trovi solo sottotitolato.
Se comunque hai la possiblità di guardare roba su Youtube, lì trovi in italiano tutte le puntate della serie e il film (in spezzoni di 10 minuti circa) e tutto il resto (Oav e live) in lingua originale sottotitolato in inglese.
Comunque, anche la sezione di Wikipedia dedicata a Maison Ikkoku è molto ricca ed esaustiva.

Per quanto riguarda "ed2k" non saprei: non sono un esperto del peer to peer, sorry!

Vision ha detto...

ehhhhhhhhhh... hai scritto un post su Maison Ikkoku, e che post!... degno di un grande ammiratore... io di Maison Ikkoku ho visto quasi tutto, ma ciò che mi manca sono i fumetti, che al momento penso siano abbastanza difficili da recuperare...

a presto!!!

Giangidoe ha detto...

Ma in realtà no, non più di tanto.
Credo che gli arretrati si trovino abbastanza facilmente. Per non parlare delle offerte e-bay...
Comunque, semmai volessi parlare di Maison Ikkoku, potremmo davvero perderci delle ore!
;)ic

Anonimo ha detto...

Le ultime puntate, quelle più autoconclusive e "adulte", le ho ancora presenti e vivide nella memoria.

Il discorso di lui su Soichiro...il rito del matrimonio...il coronamento del MIO sogno ( e ringrazio il cielo che Maison Ikkoku non sia stato uno di quei cartoni infiniti dove in un modo o nell'altro ti perdi sempre il finale )...

Grazie di avermelo fatto ricordare!


A presto,
Chiara