giovedì 30 luglio 2009

Lascia ch'io pianga (mi cruda suerte)


Non che io mi metta appositamente a spiare ed origliare le scenate amorose plateali in cui talvolta capita di imbattersi camminando per strada, o anche solo affacciandosi semplicemente alla finestra, o perfino mentre si legge comodamente nella propria camera e urla vicine sdoganano la piazzata del giorno nelle proprie mura. Ma è innegabile che la mia curiositá verso gli esseri umani – nonchè le dinamiche interpersonali in generale - prendono talvolta il sopravvento, spingendomi a prestare attenzione soprattutto alla struttura ed ai meccanismi del dramma improvvisato.
Forte quindi è stata la frustrazione quando ieri, in terra straniera, mentre una semipiangente bellezza andalusa stava imprecando, per mezzo di un quasi anacronistico telefono pubblico a gettoni (ah, da quanto non sentivo quello scoscio metallico accompagnare una conversazione) contro un destinatario con tutta probabilitá maschio, io rimanevo lì impotente a constatare la mia pressochè totale incapacitá traduttiva del momento. E mi immaginavo, forse anche per il tremendo caldo frastornante del pomeriggio sivigliano, una conclusione alleniana (o semplicemente dawsonscreekiana) che si prospettava decisamente fuori tono dati i precedenti sviluppi comunicativi.
La prima cosa che mi è saltata in mente è stata il prevedibile e un pó patetico classico di lui. E la seconda è stata il ventaglietto tripartito (almeno per il momento) di zaffate acide di lei. Il che in realtá è strano, perchè l'ispanica telefonante che mi ha ispirato questo teatrino mentale non rientrava affatto nel profilo da me fantasticato.
E la cosa ironica è che quando assisto a scene simili - a prescindere dal loro spessore reale - la mia reazione fantastica vira sempre sulla tragedia minimalista e sulla lacerazione psicologica, a scapito del piú salvifico cinismo del caso.
Comunque:

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Patetico: “Ti prego, non farlo… Sai che io non posso vivere senza di te...”
Esasperata:
1) "Ironico: io ho esattamente il problema opposto".
2) "Non ho capito se era una domanda. E nel caso, se dovesse sembrare retorica o no".
3) "Mi preghi... Umpf.... Ti ricordi quello che hai sempre detto della religione?"
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7 commenti:

peppermind ha detto...

Ottime!

Anzi, la 3) la rincaro con una variazione sul TUO tema: Mi preghi?
Ma io sono un Dio sanguinario e crudele... sicura?

Giangidoe ha detto...

Beh, questa è decisamente più sofisticata. Però il cambio di genere di quel "sicura" trasformerebbe irrimediabilmente anche la portata ed il segno del dramma...

Giangidoe ha detto...

Beh, questa è decisamente più sofisticata. Però il cambio di genere di quel "sicura" trasformerebbe irrimediabilmente anche la portata ed il segno del dramma...

Faust VIII ha detto...

Ah, l'amour...

Ah, dai un'occhiata a questa=>http://chokohamacemetery.blogspot.com/2009/08/golgo-13-assignment-kowloon-di-yukio.html

Giangidoe ha detto...

Letto e commentato: grazie per la segnalazione!
Cmq, se recuperi il post precedente, c'è una chicca nipponica che può interessare anche te... ;)

Faust VIII ha detto...

Ok, vado a controllare...

chit ha detto...

L'amore, se lo conosci lo eviti, se lo eviti non ti ferisce!?! :-D

p.s. non saprei come tradurglielo però...