lunedì 8 settembre 2008

Orange Manhattan


Non amo le commedie romantiche, tantomeno quelle generazionali. Ma recentemente ho visto un film molto carino che rientra senz'altro nella prima categoria e, in qualche modo, anche nella seconda. Sto parlando di INNAMORARSI A MANHATTAN, di tale Mark Levin (regista del recente "Alla ricerca dell'isola di Nimh").
La storia, come spiegato nel link, è quello di un ragazzino di 11 anni che si innamora di una coetanea e affronta questa sua prima "cotta" con lo spaesamento -e l'ironia- del caso. La voce fuori campo del piccolo protagonista è uno dei punti di forza del film, con le sue riflessioni ingenue ma divertenti sulle dinamiche dell'amore o l'imperscrutabilità del comportamento femminile (e persino del proprio). E il tutto riesce a non scadere mai nella volgarità -nonostante la surreale scena iniziale del vomito collettivo- e a mantenere un garbo ed un ritmo sempre alti.
La nota più apprezzabile però, per me, sono state le citazioni di uno dei cartoni più famosi -e romantici- dell'animazione giapponese, ovvero ORANGE ROAD (in Italia, "E' quasi magia Johnny"). A parte gli stratagemmi del pensiero ad alta voce o delle fantasie -e imbranataggini- ad occhi aperti del timido protagonista (che potrebbero non essere caratteri abbastanza distintivi), ci sono due sequenze che sono senza dubbio prese da lì:
1) La ragazzina, dopo aver detto al ragazzino che avrebbe fatto dei test d'ammissione a delle scuole private ed aver visto la sua reazione contrariata, lo rassicura dicendogli che tanto non ne avrebbe superato nessuno; e poi specifica con un sorriso: "Magari sbaglierò il test...", solleticando con questa frase ambigua la fantasia sentimentale di lui (cos'avrà voluto dire? significa che mi ama ed è disposta a non superare apposta l'esame per stare vicino a me?)
2) La scena onirica in cui lui interrompe l'immaginaria funzione nuziale di lei con un altro ragazzo sbattendo i pugni contro la finestra e urlando "NOO!".

Certo, a meno che queste scene non furono a loro volta scippate ad altri film o prodotti del passato...

Questo solo per dire come il gioco di citazioni cinematografiche, indicato nella recensione del link, si riferisca -non in modo ironico- anche al variegato mondo dell'animazione seriale.

9 commenti:

isline ha detto...

Seguirò il tuo consiglio anche se non sono stata una grande appassionata di Orange Road. Il film appare molto delicato dalla tua recenzione, ma purtroppo non ne avevo mai sentito parlare prima. Grazie per la dritta!

Giangidoe ha detto...

Prego, mia cara. Poi fammi sapere cosa ne pensi! :)

Franca ha detto...

Io non vado matta per le commedie romantiche, invece l'analisi generazionale mi interessa.
Comunque, dalla tua recensione mi pare che sia un film che vale la pena di vedere...

Giangidoe ha detto...

Beh, non è proprio un film di analisi generazionale (come, per dire, La meglio gioventù). Però non è nemmeno uno di quelle insulse commediole sui ragazzini viziati e ribelli che vanno di moda in questi ultimi anni qui da noi.
Insomma, è decisamente un filmetto simpatico ma senza alcuna velleità sociologica...

chit ha detto...

Mi tocca guardarlo adesso...

Anonimo ha detto...

Ma che bella R-E-C-E-N-S-I-O-N-E!
cercherò di guardarlo.
micky

Giangidoe ha detto...

@ chit:
Poi mi fai sapere, allora...

@ micky:
Eh eh eh! Povera isline, dai, non infierire! Ha solo fatto un'errore di battitura. Dopotutto ha solo sbagliato di due centimetri sulla tastiera!
Certo, questo è bastato per confondere una fricativa alveolare sorda con una sonora, ma dubito che questo creerà un precedente nella sua evoluzione fonetica.
Giusto? :DD

(mi piace, ogni tanto, fare lo Sheldon della situazione.. E chi guarda THE BIG BANG THEORY sa cosa intendo!)

ArabaFenice ha detto...

ciao giangidoe,
la tua recensione mi ha incuriosito e chissà che non trovi l'occasione di vederlo:-)
a proposito di manhattan, il 24 parto per new york e sarò in visita turistica per una decina di giorni:-)

Giangidoe ha detto...

Invidia.
Che bello! Anche a me piacerebbe molto, un giorno, andare a farmi una vacanzina a New York. E non aggiungo altro su questo argomento, perchè ho una ferita ancora apertissima (e qualcuno dei miei amici che frequentano questo blog ne sa qualcosa).
Certo, se poi mi capitasse di andare prima a Tokyo, non mi dispererò di certo...
Comunque, non ti saluto prima del tempo perchè il 24 è ancora lontano e nel frattempo posteremo ancora.
Giusto? :)