giovedì 9 aprile 2009

Non è cosa ma è come: è una questione di stile...

...come canta il bravo Niccolò Fabi, sebbene su un tema ben più metafisico dei "semplici" meccanismi legati alla pubblicità dell'immagine mediatica.
Tuttavia, come non poter fare riflessioni simili (e anche BEN più dure) di fronte a chiari esempi di idiozia comunicativa come questo:



e -soprattutto- questo?



7 commenti:

tuiti ha detto...

sono tutti meschini speculatori.
e ho il disgusto.

ps: hai visto silvietto - con l'elmetto - mentre accarezza la vecchina che piange la distruzione, in preda ad un delirio autocommiseratorio degno delle migliori performance mai (in)sperate del popolino che ama berlusconi e si fida dei politici?
e quell'altro grande rappresentante della nostra democrazia che si è recato sul luogo del disastro senza pubblicizzarsi, salvo poi rendere noto il suo non volere pubblicità?

Giangidoe ha detto...

No, queste due ultime "perle" di stile me le sono perse.
Comunque il disgusto è davvero ai massimi storici.

flo ha detto...

Sottoscrivo... ti segnalo anche questa notizia da aggiungere alla galleria degli orrori:

http://www.byteliberi.com/2009/04/indovinate-da-chi-e-stato-costruito-il.html

Gli stessi che hanno costruito l'ospedale crollato dovrebbero costruire anche molto altro fra cui le centrali nucleari. Leggi di chi si tratta...
O_o

Alessandro Arcuri ha detto...

Beh guarda se mentre da una parte potrei anche concedere il beneficio del dubbio a Berlusconi (ha provato a sdrammatizzare, con risultati goffi e poco tatto, come s'è visto) dall'altra il TGMERDA è stato veramente abissale! Mancava solo che in redazione si dessero il cinque a favore di telecamera!
Disgustorama!

Giorgio Salati ha detto...

L'errore qui secondo me è sottovalutare la cosa classificando questi episodi come "errori comunicativi". Dietro tutte queste cose c'è una volontà ben precisa e una capacità comunicativa molto alta, e considerarli frutto di idiozia sarebbe fare il loro gioco.

Giangidoe ha detto...

Infatti, Giorgio, io istintivamente non ho pensato al termine "errori", perchè so che -purtroppo- queste manifestazioni sono spesso intenzionali.
Ma non riesco comunque a non pensare che la percezione che un pubblico mediamente critico possa avere di queste esternazioni sia qualcosa di troppo diverso dall'idiozia.
E persino nella mancanza di indignazione che può riguardare una parte di pubblico meno ciarliera ed autoreferenziale come quella del web, io ci vedo ahimè non solo la solita pigrizia emotiva, bensì la precisa scelta di non dare peso e risonanza ai messaggi più populisti (e talvolta innegabilmente indifendibili) di certe figure istituzionali di riferimento.
Per questo, episodi simili sono ancora più gravi che se fossero semplici "errori" o sviste...

Franca ha detto...

Sono senza ritegno...