venerdì 27 marzo 2009

F&F: Solo tamarri originali


Non mi capita così spesso di avere la possibilità di partecipare a delle anteprime cinematografiche, e quando succede non faccio di certo lo schizzinoso.
L'ultima volta, però, ho davvero messo alla prova me stesso andando alla proiezione speciale di FAST & FURIOUS: SOLO PARTI ORIGINALI.
In realtà, non sono il classico cinefilo snob che adora solo polpettoni metafisici, drammi sociali, piccole produzioni indipendenti o commedie senza tempo a scapito di blockbuster hollywoodiani, instant-movie di puro intrattenimento o film d'azione/horror/demenziali. Per fortuna, prima di manifestare in maniera sempre più massiccia le mie distanze -generazionali ma non solo- dai miei genitori in fatto di gusti filmici, ho avuto modo di apprezzare per anni film catastrofici a bizzeffe: macchine che esplodono, sequenze spettacolari improbabili, retorica a fiumi smorzata da ironia smargiassa, corpi palestrati capaci di acrobazie superumane ma non di semplici cambi d'espressione attoriale.
Ma Fast & Furious è diverso. Io non avevo visto nessuno dei capitoli precedenti, sebbene Vin Diesel non mi dispiacesse neanche troppo. Ma non perchè io abbia nel frattempo rinnegato la dignità di quel tipo di cinema, nossignore.
Il mio problema sono le macchine.
Dire che io non abbia il culto del motore sarebbe riduttivo.
Io proprio non lo concepisco.
Ma soprattutto, ho sempre percepito come molesta (sia nel piccolo paese che nel grosso centro urbano) la figura del ragazzo -o dell'uomo- che questo culto lo pratica e lo alimenta.
Lo stereotipo, mai come in questo campo, è tutto fuorchè superato o non attuale. Sembra che sia impossibile trovare qualcuno che abbracci la retorica della velocità e della potenza senza l'accompagnamento di tamarrissima musica tunz-tunz, di gnocca seminuda di puro ornamento libidinoso (il mortificante binomio donne-e-motori) e di imbarazzanti propensioni al lusso più pacchiano e sfrenato. Per non parlare dei discorsi di carattere sociale o politico.
E l'antemprima di questo film sembrava, ad una prima occhiata, un festival di questo stereotipo.

Probabilmente si potrà obiettare che -per esempio- anche le convention di appassionati di fumetti o di fantasy sono a loro modo delle fiere tese ad alimentare il culto di stereotipi connotati in modo altrettanto fastidioso. E, del resto, ogni evento mondano e culturale che raggruppi un target ben preciso rischia di diventare una spocchiosa ed autoreferenziale celebrazione di un universo di valori "dubbio", o perlomeno difficilmente comprensibile ai più.
Però non ci posso fare niente: certe retoriche, per quanto partigiane, continuano a convincermi più di altre.
Ma soprattutto mi chiedo se nessun amante dei motori si senta vagamente, che so,
"offeso" da questa continua sagra del kitsch che tende a rappresentarlo.

4 commenti:

tuiti ha detto...

caro giangidoe, non posso che condividere il tuo disinteresse nei confronti del motore (e di tutto il carico semantico che si porta dentro, esclusa la celebrazione nell'ambito del manifesto futurista che invece amo molto..) e comprendere appieno il disagio iscritto nel significato della fruizione cinematografica di un'intera pellicola incentrata sul motore, la carrozzeria, la potenza e la velocità.. a mio avviso il mezzo di trasporto (per me puramente tale e funzionale rispetto a degli scopi precisi) amato, venerato e bramato, è sempre stato chiaramente un mezzo impiegato da molti per sostituzione e compensazione di deficit di vario tipo(da intendersi in chiave freudiana e oltre).
ma oggi ne so di più.. nel senso che frequentando (ahimè)appassionati di moto e automobili ho compreso l'importanza della distrazione ludica a livello fantasmagorico.. la trsposizione della finzione (miti relativi a superpoteri e capacità ultraterrene) nel mezzo e nella sua fisicità.. ho capito come un desiderio o un'attenzione, celebrati nell'ambito di processi rituali variegati ed adeguati (incomprensibili ai profani), siano la sublimazione profonda di una necessità di catarsi interiore, che sfocia irruenta e rapida come può solo il rombo di un motore che sfreccia ad alta velocità..

Alessandro Arcuri ha detto...

Esticazzi come parli imparato! ^__^

(Per la cronaca, io Vin Turbodiesel non l'ho mai potuto soffrire, manco quando ha fatto il ruolo "serio" del soldato Caparzo in "Saving Private Ryan")

Giangidoe ha detto...

@ tuiti:
...e con i "suoi ferrei polmoni
crrrrollanti a prrrrecipizio
interrrrrminabilmente" ;)
Non saprei.
Capisco i discorsi sulla catarsi, sulle proiezioni ludiche fantasmagoriche (o di fusione cyberpunk); ma l'universo di valori al quale mi riferisco io prevede tutto un altro livello di autoconsapevolezza, di autocritica, di autoanalisi...
insomma,
è tutta un'altra "auto".

@ Alessandro Arcuri:
Io l'ho visto in Babylon AD: il film era un pò ignobile, ma lui non ci stava malissimo.
Però sarei curioso di vedere quel film dove lui fa "la tata"...

Chit ha detto...

Temo che al contrario costoro possano solo sentirsi esaltati da queste celebrazioni stile kolossal... temo :-S