giovedì 5 marzo 2009

Retro-action Vigor(sol?)



Gli amanti della serialità conoscono bene l’artificio narrativo della retrocontinuity, anche se probabilmente non tutti lo chiamano così (o, semplicemente, lo chiamano).
Quando uno sceneggiatore decide di cambiare le premesse, le motivazioni o la storia di un personaggio introducendo un evento nuovo del suo passato che lo trasforma –con varie gradazione di intensità- davanti agli occhi e al cuore del suo fedele pubblico, si sta assistendo proprio al succitato processo, spesso contratto nel più comodo termine retcon.
Ad esempio, se dopo anni e anni di paternità protettiva ed orgogliosa e di palesi manifestazioni preferenzali per il suo ipermascelluto primogenito, Eric scopre che Ridge Forrester non è più un Forrester bensì un Marone, la prospettiva di quello che avverrà in futuro nonché di quello che è già stato dovrà essere letto alla luce della nuova e scabrosa scoperta.
Allo stesso modo, se ad un certo punto della sua vita il mite Peter Parker scopre che il suo primo e defunto amore Gwen Stacy non era il volto più puro e candido degli spensierati anni 60 bensì una fragile ragazza madre vittima (per di più a sua insaputa) di una violenza sessuale, è inevitabile che lo Spiderman che continueremo a leggere dovrà rivedere il suo universo di valori e di icone.

Del tutto diverso è, rimanendo sempre dalle parti del famoso aracnide, se un’azzardata mossa commerciale porta a “resettare” parte del vissuto dell’Uomo Ragno con un paio di diabolici colpi di spugna, eliminando così gli ultimi anni più maturi e realistici della sua esistenza e gli eventi ad essi legati (il matrimonio, la rivelazione della propria identità a zia May, la morte del migliore amico Harry, eccetera). E per di più, con il consenso sofferto dell’eroe e della sua comprensiva e stoica mogliettina.
In quel caso, parlare di retrocontinuity non credo sia propriamente corretto. Oltre al fatto che i nuovi eventi del passato non vengono inseriti bensì cancellati, si ha –a mio parere- un maggiore effetto di offesa all’intelligenza ed alla fedeltà dei fan, i quali sono loro malgrado costretti a non tener conto di (quasi a “dimenticare”) interi cicli di storie del loro personaggio. E se la doccia bollente di Bobby costò solo la filologia di un anno di eventi seguiti gratuitamente da casa all'allora scandaloso DALLAS (la famigerata dream-season), stratagemmi simili applicati al mondo del fumetto possono mortificare mesi e mesi di puntuali –e talvolta costosi- acquisti in soldoni sonanti e fruscianti.

Per non parlare, poi, degli echi orwelliani di questo tipo di pratica revisionista…

E poi, come sempre in qualche modo accade, in tutto questo si inserisce il discorso Lost.
Che, come sempre in qualche modo accade, fa discorso a sé
(e a “se”).



14 commenti:

flo ha detto...

Ci mancava solo il revisionismo dell'Uomo Ragno...
Che fanno distruggono le copie in circolazione dei vecchi fumetti?

Giangidoe ha detto...

No, semplicemente chiedono ai fan di far finta che le ultime cose interessanti e vagamente realistiche successe nella vita dell'Uomo Ragno (frutto di anni e anni di maturazione del personaggio) semplicemente non siano accadute, e che si è di fronte alle stesse storie dal tono spensierato e naif degli anni 60 e 70.
Cosa che, per alcuni, non è neanche del tutto sbagliata...

Anonimo ha detto...

Lo sai che per me hanno fatto una "sciuocchezzuola",ma si sa noi fan siamo buoni,ALLA FINE PERDONIAMO TUTTO....o quasi.
micky

Giangidoe ha detto...

Io dico solo: è normale (e salutare) che si continuino ad alternare, come si è sempre fatto nelle testate supereroistiche, cicli di autori differenti e con intenzioni/stili differenti.
E se proprio in casa Marvel avevano deciso che fosse il caso di "svecchiare" il personaggio riprendendo i ritmi e la spensieratezza dei primordi, lo potevo anche capire...
Ma perchè annullare alcuni fatti cruciali che avevano sintetizzato ormai l'epoca più matura del personaggio?
Oltre che per i fan, credo sia mortificante anche per chi a quella testata ha lavorato negli ultimi anni. Senza considerare la confusione per gli scrittori di altre testate Marvel che poi non sanno più come/cosa usare il/del Ragnetto...

isline ha detto...

Ritengo che la retrocontinuity sia una presa per i fondelli, e credo di aver reso l'idea!

giustina ha detto...

colpa degli sceneggiatori che cambiano. o dei cambiamenti ai piani alti che costringono gli sceneggiatori a cambiare. o del pubblico che cambia e che vuole che le cose cambino o che tutto ritorni com'era. o niente e io difendo una categoria "guasta".
mah. comunque, ai tempi di dallas una mia zia c'è quasi rimasta secca quando tornò bobby e mo se lo ritrova pure in beautiful: un delirio, povera donna.

Giangidoe ha detto...

Tutto cambia perchè niente cambi.
Un pò come quando si deve scegliere fra la "pratica Simona" e la "moderna Rita": se uno si pente e vuole cambiare l'una per l'altra, semplicemente fingerà di non aver mai fatto l'acquisto iniziale ;)

Purtroppo parole come "doccia" e "clone" sono diventati dei veri e propri moniti in ambito seriale. Come se si nominassero Himmler o Stalin ad un convegno sui diritti umani...

Franca ha detto...

Il revisionismo impera ovunque...

Giangidoe ha detto...

Eh eh ;)

tuiti ha detto...

mi rendo sempre più conto di essere tagliata fuori.. non leggo spider man perciò non sono al corrente delle innovative e drastiche scelte revisionistiche recentemente appioppate ai lettori a colpi di spugna anterograda.. posso però essere d'accordo sulla mortificazione di chi a certi risvolti narrativi si era abituato o semplicemente affezionato (vedi john doe) e sulla frustrazione di chi a certe derive seriali ha lavorato o si è dedicato, credendoci.
oltretutto ho sempre trovato fondamentalmente straziante la palese e continua manifesta preferenza di eric per il (non)figlio ipermascelluto. nonchè comico che l'estro artistico sia stato ereditato comunque.
e un po' per deviare il discorso o forse un po' per distrarre (e qui rientra forse in ballo lost con i suoi flashback e flashforward opportunamente distribuiti per riallineare sintassi narrative pulpfictioniane) vorrei lanciare un petardo a favore di the bold and the beautiful dissacrando un - a mio giudizio falso - mito circa la possibilità di interrompere la visione della soap con la certezza di poterla riabbracciare in qualunque momento, senza che niente sia in effetti cambiato. le ricombinazioni di personaggi e i riaccoppiamenti disaccopp(i)anti si sono talmente moltiplicati ed espansi che io non ci capisco più un beneamato.

Giangidoe ha detto...

Cara Tuiti, da quello che so, finora io e te (in quanto probabilmente gemelli separati alla nascita) siamo GLI UNICI a confutare la tesi immobilista in Beautiful.
Anche se non sono riuscito a cogliere precisamente il parere di Giustina, in merito...

Mentre sull'eredità dell'estro artistico, entrano in gioco fattori legati alla formazione e all'ambiente di casa Forrester.
Il che creerebbe specularmente il problema dell'inettitudine di Thorne.
Ma questa, è un'altra storia.

Anonimo ha detto...

"Mentre sull'eredità dell'estro artistico, entrano in gioco fattori legati alla formazione e all'ambiente di casa Forrester."
Questo spiega anche perchè tutti quelli che passano di lì debbano dar luogo ad incesti.Teoria illuminante.
micky

Giangidoe ha detto...

Già
;)

tuiti ha detto...

il tema dell'incesto ritorna vigoroso e preoccupante.. :)