
Come anticipato due post fa, sabato 4 Ottobre sono stato al Romics. Non mi dilungherò in un diario dettagliato di tutto quello che c'era (o che ho visto) durante la giornata. Mi limiterò a riportare i tre episodi che mi hanno dato più soddisfazione, sia come fan che come "consumatore":
1) Alla presentazione del
nuovo saggio della Tunuè sul fumetto italiano, nell'imbarazzante silenzio della dozzina di gatti in sala al momento in cui il moderatore ha dato via libera alle domande, ho preso coraggiosamente la parola -non lo faccio mai!- quasi per solidarietà all'editore (lì presente) chiedendogli se nel libro in questione ci sarebbe stata anche un'analisi semiotica del fenomeno, come nel
l'ottimo saggio di Valentina Semprini, o solo una sociologica. E questa domanda (magari un pò spocchiosa ma decisamente buttata lì) mi è sembrato illuminare gli occhi del giovane editore, che è subito partito in quarta nel rispondermi. Tra l'altro, con un entusiasmo che gli si era spento probabilmente fin da subito, quando si era reso conto che l'afflusso del pubblico a questo incontro non era stato esattamente incoraggiante. Il moderatore, dopo, ha anche supposto scherzosamente che ci fossimo messi d'accordo.
2) Dopo una carrellata lunghissima sulle sue novità editoriali, ho fatto al direttore della Panini -Marco Lupoi- due domande/tormentoni dal tono delicatamente polemico. Ovvero: perchè non si decidessero a pubblicare delle testate dedicate al singolo personaggio piuttosto che le attuali formule miste che vedono insieme collane -ed eroi- differenti; e perchè non prevedessero delle ristampe adeguate per gli arretrati Marvel. Le risposte, legate strettamente a logiche commerciali ineludibili, erano quelle che già mi aspettavo, anche se esposte con lucidità e partecipazione (ed un paio di considerazioni che hanno decisamente illuminato il quadro). Il risultato è che le cose per ora resteranno così, ma ora so perfettamente il perchè.
Ad ogni modo, una persona molto motivata ed entusiasta, ed estremamente razionale e precisa.
3) L'incontro con Richard Hatch, protagonista della serie classica di Battlestar G
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alactica nonchè personaggio importante anche della serie nuova (quella della quale io sono fan assoluto), è stato decisamente l'evento più eccitante. L'incontro coi fan, intervallato dalla proiezione di trailer artigianali da lui stesso prodotti, ha visto l'attore affiancato da una giovane ragazza improvvisatasi traduttrice (quella con la maglia a righe accanto a lui). Quest'ultima, poverina, si è capito subito non avere alcuna conoscenza nè del feneomeno Battlestar Galactica, nè una grande capacità di tradurre adeguatamente l'ospite. Dopo alcuni ululati del pubblico (in realtà pochi, perchè le traduzioni della ragazza venivano quasi sistematicamente ignorate dai preparatissimi fan, e le proteste ritenute per lo più inutili) è iniziato lo spazio delle domande. Anche qui ho avuto il coraggio di fare una domanda, forse perchè "gasato" dall'averne fatte già ben due nella stessa giornata. E, andando un pò controcorrente, per evitare imbarazzi ulteriori alla già estenuata ragazza, l'ho fatta direttamente ad Hatch nel mio semplice e comprensibile inglese di base. Anche qui, una punta -bonaria- di polemica: volevo solo sapere se, visto che all'inizio era scettico sul fatto che nel remake di Battlestar Galactica il personaggio di Skorpio sarebbe stato una donna (a differenza della versione classica), si fosse poi ricreduto. Una piccola provocazione, che si è risolta con la prevedibile ammissione che alla fine era stato fatto un'ottimo lavoro di sceneggiatura. E sono anche riuscito a strappargli una sfocatissima foto col cellulare (che non posto per la mia persistente ritrosia a mostrare la mia immagine in pubblico).
Insomma, bilancio positivo. E oltre al recupero di vari arretrati che mi mancavano, impossibile non citare fra gli eventi piacevoli il concerto in chiave orchestrata (e con tanto di direttore) delle sigle e musiche di vari cartoni giapponesi storici.
Oh, si, e anche i cosplayer. Soprattutto quelli femminili.
Molte mi facevano freddo solo alla vista...