
Non ha importanza il nome di chi sta parlando, nè il contesto (siamo comunque nella Shangai degli anni '30).
Basta solo specificare che si è nel mondo di SOUTEN NO KEN (in italiano, KEN IL GUERRIERO - LE ORIGINI DEL MITO), la nuova serie del creatore del primo -indimenticato- manga di KEN IL GUERRIERO.
E' un prequel, perciò i personaggi -e lo stesso Ken protagonista- non sono quelli noti a tutti da anni. Tuttavia l'universo di valori (la retorica della fratellanza, dell'onestà, del coraggio, del sacrificio e compagnia bella) nonchè il caleidoscopio di personaggi megalomani e grotteschi sono pressochè costanti e, se vogliamo, portati agli estremi. Basti dire che questo Ken, molto più ironico e spaccone del suo nipotino famoso, per tutta la serie aiuterà un'organizzazione criminale a sgominarne un'altra avversaria, ritenuta meno degna e senza i giusti valori.
La frase che cito viene dal numero 19 dell'edizione italiana, uscito nel Settembre del 2005 ma che io ho letto solo ieri.
La pronuncia un alleato di Ken, anch'egli discepolo della divina -e ultraramificata- Scuola di Hokuto nonchè mafioso di professione, pregando l'amico di risparmiare la vita di suo fratello:
"Mio padre aveva compreso il temperamento debole di mio fratello. Ed è per questo che gli ha fatto intraprendere la strada del militare. Anzi, quella del politico. IL MESTIERE DEL POLITICO E' QUELLO CHE PIU' SI CONFA' A UN CODARDO (maiuscolo mio)".
A questo punto, parlando ancora di classificazioni e di studio delle intenzioni, mi chiedo:
senza indagare troppo la vita privata di Buronson (l'autore del fumetto) o la trama precisa del manga;
partendo solo dallo stile narrativo -che molti conoscono senz'altro meglio di me, che non ho ancora letto nemmeno il KEN originale-;
e quand'anche già si conoscesse più o meno bene l'universo di riferimento;
da una frase del genere che idea dovrei farmi?
Sto leggendo un'opera conservatrice e ultranazionalista, o una parodia di essa?
So bene che in ogni prodotto ognuno rivede la chiave di lettura che più si confà a sè. Altrimenti persino il mio amato Star Trek o i fantastici fumetti di Batman e Daredevil, spesso reazionari e vigilantistici, non avrebbero il nutrito gruppo di fan che -meritatamente- hanno. Del resto questa frase che mi ha così colpito non è probabilmente la più adatta ad una valutazione di carattere politologico.
La questione è, inevitabilmente, più generale: perchè mi capita così spesso di farmi questo tipo di domande mentre guardo o leggo qualcosa anche di non particolarmente impegnativo?
Ho così ribrezzo per la politica attuale "pura" (con il suo linguaggio istituzionale) che la ricerco in media che mi interessano di più, in chiavi meno definite, nella tenue speranza di riabilitarla alla mia stessa coscienza civile?
Non lo so.
Fatto sta che questo nuovo KEN è davvero un mito. Mi fa sganasciare dalle risate, ed è disegnato splendidmente. Forse un pò troppo computer, ma vabbè...