domenica 1 giugno 2008

Ripassando per l'esame di giapponese...


...ho riflettuto su una cosa interessante, che poi ho opportunamente verificato prima di scrivere questo post.
Il nome completo dell'ormai famosa catena radical (e minimal) chic nota per lo più semplicemente come MUJI -e che sarebbe quella scritta in ideogrammi subito sotto- è in realtà "muji ryouhin", che letteralmente significa "merce (o prodotti) di qualità, senza marca".
Più precisamente la sola parola Muji significa, riprendendo il motto tormentone di Naomi Klein, "no logo".
Quale sia stata l'intenzione del suo fondatore e/o battezzatore, lo ignoro.
So solo che hanno prezzi esagerati, e che per fortuna vendono articoli che non mi ispirano troppo (tranne quel coso di bambù per cuocere a vapore, che finora ho trovato solo lì).
E che data la loro diffusione ed il loro stile ricercato ed inconfondibile, la marca c'è eccome.



8 commenti:

Signor Ponza ha detto...

Mi sa che sono troppo poco radical e troppo poco chic. Non la conoscevo proprio.

alfa ha detto...

In effetti i prodotti sono davvero costosi. Però alcuni mi garbano parecchio, tipo il lettore cd da muro. Ma il prezzo è esorbitante.
Per ora sono fermo a penne, quaderni e astucci. :P Pezzente sono.

Giangidoe ha detto...

@ signor ponza:
io l'ho scoperto solo perchè mi ci hanno portato degli amici quando sono stato a Torino (e finora ci sono stato solo una volta: quella là);

@ alfa:
è vero, il lettore cd da muro è fighissimo, ma a parte costare troppo è pure di cartone! O almeno quello che avevo visto io l'ultima volta lo era. E vantava pure la vittoria di non so che premio internazionale di design..
Ma và cùrcate, va!

Benedetta ha detto...

Misty (la mia coinquilina giapponese) aveva diversi prodotti di cancelleria della Muji. Io non conoscevo la marca ma rimasi molto colpita dalla semplicità del design. In Giappone, pare che un quaderno costi l'equivalente di 70 centesimi. Ti confesso che avevo l'intenzione di farne una scorta sul sito di e-commerce italiano, ma quando ho visto che avrei speso due euro e cinquanta al pezzo spese di spedizione escluse, mi sono detta: no.

isline ha detto...

C'è la moda diffusa di pagare di più quello che ha di meno perchè "chic": è un posto senza colore letteralmente e metaforicamente!

chit ha detto...

Non la conoscevo questa catena ma in fondo anche i "tutto a mille lire", poi diventato magicamente 0,99 cents (che proprio uguale non è!) all'inizio erano degli sconosciuti no?! ;-)

tuiti ha detto...

è come il silenzio che apparentemente sembra non essere suono ma che in certi contesti può anche massacrare i timpani..

Giangidoe ha detto...

@ chit
E' vero, ma in quel caso si parla di negozi diversi che condividono lo stesso concetto. Qui si parla di un marchio che nega la sua stessa essenza con un'operazione linguistica e pubblicitaria che ha dello strafottente.

@ tuiti
Esatto, proprio come nel numero 99 di Dylan Dog -SINFONIA MORTALE-.
Ah, bei ricordi...