martedì 24 giugno 2008

Triste e solitaria?


Altro che studentessa universitaria triste e solitaria nella sua stanzetta umida. Altro che sfiducia nell’istituzione scolastica o accademica.
Incollo qui un passaggio davvero illuminante ed arguto (nonché pazientemente riscritto da carta a Word da me medesimo) sull’argomento:

“Nulla è più avvincente di un rigoroso corso scolastico[…] Dico sul serio: esiste qualcosa di più splendido di un professore? Lascia perdere la sua capacità di forgiare le coscienze e il futuro del paese, quella è un’affermazione azzardata; c’è poco da fare quando escono dal ventre materno già destinati alla Playstation. No. Voglio dire che un professore è l’unica persona della terra che ha il potere di mettere una cornice credibile attorno alla vita –non tutta. Dio, no: almeno a un frammento, a una piccola scheggia. Organizza l’inorganizzabile. Lo suddivide abilmente in moderno e postmoderno, rinascimento, barocco, primitivismo, imperialismo e così via. Lo ricuce con tesine, vacanze, esami intermedi. Tutto quell’ordine è semplicemente divino. La simmetria di un corso semestrale. Pensa alle parole stesse: seminario, propedeutico, workshop avanzato di chissà cosa aperto solo a laureandi, dottorandi, ricercatori… e il tirocinio –che parola meravigliosa, tirocinio! Mi prendi per matto? Ma guarda un Kandinskij. Disordinato, incomprensibile: ci metti una cornice e… voilà, fa la sua bella figura sopra il camino. La stessa cosa succede con il piano di studi: quel celestiale, sublime insieme di indicazioni culminanti nella spaventosa meraviglia dell’esame finale. E cos’è l’Esame Finale? Una verifica della comprensione più profonda di concetti immani. Non c’è da stupirsi se tanti adulti desiderano tornare all’università, a tutte quelle scadenze: aaah, quella struttura! Un’impalcatura a cui aggrapparsi! Certo, è arbitraria, ma senza siamo perduti, del tutto incapaci di separare il romantico dal vittoriano della nostra vita triste e sconcertante…”.

Il personaggio che si perde sognante in questa riflessione è un padre (quello della protagonista). La penna è quella di una ragazza americana nemmeno trentenne all’epoca in cui ha scritto questo brano nel 2006: Marisha Pessl, la ragazza nella foto sopra particolarmente riuscita (la foto, intendo).
Il libro è TEORIA E PRATICA DI OGNI COSA, un promettente romanzo di quasi 700 (gulp) pagine.
E questo folgorante stralcio viene appena dall’introduzione...

Promette di essere una lettura mooolto interessante.

9 commenti:

isline ha detto...

Io avrei rinunciato a riscrivere tutto e avrei fatto un riassunto!!!

Comunque, vorrei tornare all'università perchè era una struttura familiare: ho studiato per gran parte della mia vita ed è la cosa che tutt'ora so fare meglio. La struttura prestabilita è però più mobile della scuola e ciò mi permetteva di essere più libera. E' una specie di boccata d'aria fra la scuola "massificante" e il lavoro "omologante".
Basta,
mi sono depressa da sola...

Giangidoe ha detto...

Sempre polemica, sei...
E io che mi sono prodigato a trascrivere quasi una pagina di libro...
Io e te siamo diversi!

Sennò non andremmo così d'accordo, no? ;)

Benedetta ha detto...

Come siete carini :-))))
("evviva l'ammòre",direbbe Crishtina)
Scusate, mi sono intenerita e ho perso un po' di vista l'argomento del post...

Franca ha detto...

Dici?
700 pagine sono tante...
Io l'università purtroppo non l'ho finita e mi dispiace, ma così è la vita...
Sul giudizio concordo con Isline...

A proposito, da me sei sparita.
Che ho fatto?

Giangidoe ha detto...

@ franca:
In effetti quel "gulp" era proprio per quelle 700 pagine...

PS Ma sei d'accordo con isline sulle riflessioni universitarie, o sul fatto che avrei dovuto fare un riassunto?? :)

Anonimo ha detto...

Io non vedo l'ora di fuggire dall'università.Beati voi che la trovate cosi bella.
micky

Giangidoe ha detto...

Eh no, un attimo: io personalmente ho detto che è un passaggio molto arguto ed illuminante (oserei dire suggestivo) sull'argomento, non che lo condivido appieno!
In effetti, il discorso sulla struttura che dà senso al resto è assolutamente condivisibile; la retorica entusiasta -e volutamente sopra le righe- su semestri, esami eccetera è invece molto "soggettiva"...

Franca ha detto...

Sulle riflessioni sull'università...

alex crippa ha detto...

GULP.

un pò per tutto.